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Gasolio, il rincaro batte ogni record

Negli impianti Api-Ip per un litro di diesel il prezzo consigliato al gestore è arrivato a quota 1,327 euro al litro. Molto più su rispetto al precedente massimo di 1,319 euro toccato a novembre. Gli effetti del caro petrolio si sono fatti sentire anche sulla benzina che si è avvicinata ai massimi storici, sfiorando la soglia di 1,4 euro al litro.
Le stesse Api e Ip hanno, infatti, rivisto al rialzo anche i prezzi consigliati per la verde, arrivata nei distributori dei due marchi a 1,397 euro al litro.
Il costo del gasolio è schizzato all'insù anche nei distributori della Shell dove ogni litro di diesel costa ormai 1,324 euro.
Invariati gli altri marchi. All'Agip la benzina è rimasta a 1,396 euro al litro e il gasolio 1,317. Alla Erg e alla Total i listini sono rimasti fermi a 1,377 per la benzina e a 1,304 per il diesel, mentre alla Esso i prezzi consigliati sono di 1,377 per la verde e di 1,307 per il gasolio.
Gli effetti dei rincari si sono già visti sui conti pagati dagli automobilisti al ritorno dalle vacanze natalizie: il prezzo per il pieno di un'auto media è lievitato a oltre 66 euro, dieci in più di un anno fa.
E la situazione potrebbe addirittura peggiorare se, come stima l'Opec, la corsa del barile dovesse continuare ancora nei prossimi mesi. Secondo il nuovo presidente in carica dell'organizzazione, l'algerino Chakib Khelil, le quotazioni continueranno infatti ad aumentare per tutto il primo trimestre del nuovo anno per poi stabilizzarsi solo nel secondo trimestre.
Nonostante gli aumenti, il cartello non sembra però intenzionato ad accrescere la produzione visto che, secondo Khelil, la corsa del greggio non è dovuta a una carenza della materia prima sul mercato ma a speculazioni dovute alle tensioni geopolitiche e alla crisi generata dal credit crunch americano.
Sulla situazione ormai a livelli di guardia è intervenuto anche il premier, Romano Prodi. «Dobbiamo capire - ha detto il presidente del Consiglio - che dobbiamo alleviare il peso per il consumatore, ma - ha precisato - non è con una politica fiscale sul singolo prodotto che lo si può fare, perché dobbiamo anche avere una politica di serio risparmio dell'energia e dobbiamo lavorare per avere finalmente una politica europea in questo campo».
Anche perché, più che fattori di mercato, sul caro petrolio, ha concluso il premier, pesa una «fortissima» speculazione.
Sui rincari del gasolio è arrivato anche l'allarme del comparto agricolo che utilizza in grandi quantità il diesel per la sua produzione. Il diesel destinato all'attività agricola è aumentato in un anno, secondo la Coldiretti, del 10%. Una situazione che rischia di determinare un aggravio di costi stimabile in 100 milioni di euro su base annua per il settore. E che determinerà rincari anche sui prodotti alimentari.

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