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Alitalia, Prodi ostaggio dei sindacati

In corsa restano l'Air France-Klm e l'Ap Holding di Carlo Toto con la sua Air One supportata da un pool di istituti di credito (Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Nomura e Goldman Sachs). I transalpini sono in pole position in base alle valutazioni degli advisor, Citi e Roland Berger, e grazie all'appoggio del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa e del premier Romano Prodi che proprio oggi incontra il presidente francese Nicolas Sarkozy. La carta dell'italianità, invece, piace al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, ma anche agli stessi sindacati. Ieri sono circolate voci di una possibile intesa tra i due pretendenti, smentite però in giornata da Toto. Le indiscrezioni hanno fatto riprendere quota al titolo che ieri ha chiuso in rialzo del 2,12% a 0,74 euro, consolidando il rialzo dell'1,1% messo a segno martedì.
L'Esecutivo ha fatto sapere che prevede di «concludere la propria valutazione» su Alitalia entro metà gennaio e che il cda convocato per domani proporrà all'esecutivo di «avviare una trattativa in esclusiva con il soggetto che a giudizio del cda ha elaborato la proposta più interessante sotto il profilo industriale e finanziario».
Secondo i sindacati si tratta di una farsa. Perché la decisione sarebbe già stata presa. E i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Fabrizio Solari, Claudio Claudiani e Giuseppe Caronia chiedono di aprire al più presto un confronto sulla privatizzazione. E così in serata è arrivata la convocazione, ma non dell'Esecutivo bensì dal presidente e amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato, disponibile a un incontro domani dopo la riunione del cda. Proposta rispedita al mittente. «Avremmo voluto fornire il nostro contributo per la scelta del partner a Prato e al cda, per cui una convocazione dopo la decisione non serve», ha detto Solari.
Una replica è arrivata dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. «Non sarà una settimana in più o in meno a creare problemi». Mentre in merito alle sue preferenze sull'italianità dell'acquirente Bersani ha spiegato che «non è un aspetto indispensabile», bisogna prima ««guardare i piani industriali».

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