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Mutui, rata da record


Sfortuna ha voluto che improvvisamente tutte gli istituti europei abbiano deciso di reperire fondi nello stesso periodo. Con il risultato che come per ogni altra merce il prezzo del denaro è salito in maniera poderosa. Il tasso Euribor, tristemente noto agli italiani che in questi anni hanno acceso prestiti variabili, ha toccato il livello massimo registrato da circa 7 anni a questa parte. Ieri dopo una corsa cominciata già da qualche settimana è stato fissato in rialzo base rispetto alla chiusura giovedì a quota 4,82209%, il massimo da inizio 2001.
Un picco giustificato dalle operazioni di chiusura dei conti delle banche in previsione della fine dell'anno. E che ancora una volta però ha scaricato i suoi effetti nefasti sulle famiglie europee. Insomma o ci si mette Jean Claude Trichet, che ha avviato una stretta monetaria che ha portato il tasso di riferimento dal 2% al 4% in meno di due anni, o le banche, a pagare sono sempre i soliti: i consumatori. Tutto ciò in ossequio alle virtù terapeutiche del libero mercato.
A fare i conti sulle le ripercussioni per i portafogli è stata l'Adiconsum per la quale è ormai urgente un fondo di garanzia per le famiglie. L'aumento del tasso Euribor è, a suo giudizio, da «attribuire ad errori delle banche o a speculazioni del sistema finanziario». Secondo i calcoli dell'Adiconsum, con la prossima rata ci sarà un ulteriore aumento che per un mutuo di 100.000 euro sarà di circa 35 euro mensili, pari a 420 euro su base annua, e nell'ipotesi di un mutuo ancora per 20 anni, un aggravio di interessi di 7-8.000 euro.

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