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Occupazione, 3,5 milioni di lavoratori atipici

co.coo lavoratori a progetto che, di fatto, sono molto poco autonomi ma molto subordinati. Ma anche nella categoria dei lavoratori atipici a termine, di per sè atipica solo perché difforme dal contratto base di riferimento a tempo indeterminato, oltre la metà dei lavoratori ritiene che la natura temporanea del proprio contratto non sia dettata da reali esigenze produttive del datore di lavoro. Tant'è che poco meno della metà di loro ha un contratto a tempo che è già stato rinnovato almeno una volta. È quanto emerge dall'indagine Isfol Plus che evidenza, di contro, il 63% degli occupati sia a tempo indeterminato mentre, considerando anche gli autonomi, i professionisti, addirittura l'82% risulta avere una base «sicuramente permanente» dell'occupazione. Commissionata dal ministero del Lavoro e finanziata dal Fondo sociale europeo, l'indagine punta a dare una lettura delle forme contrattuali dell'occupazione analizzando la reale natura della prestazione.

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