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Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, chiude ...

La motivazione: «Sono stufo di uno Stato che dà soldi al buio e poi altri decidono cosa farne», ha detto Di Pietro.
Ai lavori della conferenza partecipava anche l'ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, che però ha lasciato la sede dei lavori prima dell'intervento del ministro.
«Stato, Regioni ed enti pubblici - ha aggiunto il ministro - devono riappropriarsi del dovere della programmazione, rispetto agli enti di gestione»: un riferimento all'impiego che viene fatto, da parte di Fs, dei trasferimenti pubblici.
«Se io do soldi a Moretti per gli investimenti, e lui li utilizza per ripianare il deficit e presentare un miglior bilancio della holding, fa bene dal suo punto di vista ma non risponde agli interessi generali del Paese. Così non si può andare avanti».
Con la scorsa Finanziaria, ha ricordato Di Pietro, sono stati destinati 7,8 miliardi di euro alle Ferrovie: «Soldi che hanno indebitato lo Stato italiano, contribuendo a far salire il rapporto deficit-pil». Da qui «il problema che va affrontato con Fs: da quando sono diventate una società per azioni non sono più quelle di prima, nè giuridicamente nè praticamente. Delle due l'una - ha proseguito Di Pietro - o prendono soldi dallo Stato e fanno ciò che dice lo Stato, o sono del tutto autonome ed escono dal comparto della pubblica amministrazione».
Nessuna replica, in serata, è arrivata dalla società ferroviaria.

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