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Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it Quest'anno pochi ...


Insomma il fisco e le rate dei mutui pesano come un macigno sui bilanci delle famiglie. Tant'è che venerdì scorso il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che prevede aiuti per le persone in difficoltà nel pagamento delle rate. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro per il 2008 e altrettanti per i due anni seguenti. Il segnale è chiaro: sono tempi duri per gran parte degli italiani.
Tornando alle tredicesime, secondo l'associazione dei consumatori l'ammontare complessivo in arrivo a dicembre sarà di 33,4 miliardi: 28 andranno in fumo mentre 5,4 resteranno per i consumi. Ai pensionati arriveranno 9,9 miliardi, ai lavoratori pubblici 8,6 e ai dipendenti privati di agricoltura, industria e terziario 14,9. Circa il 60% sarà però assorbito da fisco e rate, mentre un altro 24% servirà per pagare i prestiti contratti in un anno «durissimo di rincari e aumenti che hanno falcidiato i redditi delle famiglie», con una perdita di potere d'acquisto del 6% rispetto allo scorso anno. Pesa innanzitutto l'Ici: entro il 20 dicembre, spiega l'Adusbef, saranno infatti versati in totale 5,6 miliardi di euro (il 16,7% del totale). La rc auto «mangerà 4,5 miliardi», circa il 13,5% delle tredicesime, mentre 4,6 miliardi (13,7%) di euro serviranno per pagare le rate dei mutui per la casa, sui quali peraltro «incombe un pesante rischio di insolvenza per circa 1,9 milioni di famiglie».
La stangata per le famiglie non finisce qui: 3,5 miliardi se ne andranno infatti per pagare le tasse di auto e moto (10,5%), mentre 1,5 miliardi spariranno per il canone Rai (4,5%)». E non solo: «la tredicesima per la maggior parte delle famiglie è già stata ipotecata per tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche, ma un ulteriore 24,8%, pari a 8,3 miliardi di euro, servirà per pagare i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti e amici dato che stipendi e pensioni non bastano più per far quadrare i bilanci familiari». I dati di Bankitalia mostrano del resto, nota l'Adusbef, che nel secondo trimestre del 2007 l'indebitamento dele famiglie è cresciuto del 9% sfiorando i 538 miliardi di euro. Per scopi più piacevoli, conclude l'associazione, restano quindi all'incirca 5,4 miliardi di euro complessivi, il 16% del monte di partenza. Per l'associazione si tratta di «una miseria che non servirà a rilanciare i consumi, nè ad alleviare le preoccupazioni delle famiglie».

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