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Derivati, Draghi mette nel mirino 4 banche

Prodotti che, se usati con troppa disinvoltura, potrebbero riservare spiacevoli sorprese, soprattutto ai bilanci di Comuni, Province e Regioni che ne hanno fatto largo uso.
Il direttore generale di Via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, durante l'audizione in commissione Finanze della Camera, ha precisato che «l'esposizione in derivati degli enti locali è raddoppiata nel periodo compreso tra dicembre 2005 e dicembre 2006 passando da 500 milioni a quasi 1 miliardo e ad agosto 2007 era pari a 1.054 milioni di euro». Ma, assicura Saccomanni, non vi sono rischi per la stabilità del sistema.
«Abbiamo avviato negli ultimi mesi un programma ulteriore di accertamento specificatamente orientato all'operatività in derivati che riguarda quattro gruppi bancari e che include anche l'attività con gli Enti locali», ha annunciato il braccio destro del governatore Mario Draghi. Top secret i nomi dei quattro istituti finiti sotto la lente di via Nazionale: Saccomanni si è limitato a riferire che si tratta di «operatori italiani di una certa importanza attivi in questo segmento». Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno già chiesto di fare i nomi a Bankitalia «per correttezza e trasparenza doverosa e per evitare speculazioni sui mercati derivanti dall'incertezza».

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