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L'inflazione corre, arriva la stangata

Una fiammata dei prezzi, denunciano le associazioni dei consumatori, che costringerà ogni famiglia a spendere circa 400 euro in più all'anno. Secondo le previsioni dell'Istat il carovita nel mese appena trascorso è salito al 2,1% (+0,4% su base mensile) contro l'1,7% di settembre e l'1,6% di agosto. Una notizia che fa sbottare Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. «È una vera e propria stangata», commentano sottolineando i rincari del 10% del pane, del 6,5% della pasta, del 5,3% del latte, del 7,3% del pollame e del 5,4% della frutta. «Il governo deve intervenire immediatamente con controlli a tappeto dei prezzi anche con nuovi strumenti concordati come sms consumatori, agevolando le vendite dirette produttore-consumatore e avviando un'intensa campagna di lotta alle speculazioni». I consumatori, quindi, vedono di buon occhio le indagini di Antitrust e della Procura di Roma su possibili cartelli dei prezzi per pane e pasta da parte dei produttori.
Confesercenti afferma che sui rincari «influiscono le tensioni internazionali sui prezzi e sulle materie prime, e il forte balzo dei carburanti e delle tariffe locali del 4% con punte di oltre il 10% per lo smaltimento dei rifiuti». Per Confcommercio «il dato era largamente prevedibile per effetto degli aumenti delle materie prime energetiche, degli alimentari e della produzione» e che «al netto di queste componenti l'inflazione rimane sotto il 2%». L'aumento dei prezzi alimentari (+3,4% rispetto allo scorso anno) preoccupa la Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo la quale si sono scatenati rincari selvaggi e speculazioni. La Cia rileva che le quotazioni sul campo hanno registrato rispetto al 2006 un calo generalizzato tra l'1 e l'1,5% e neanche la crescita dei prezzi internazionali del grano giustifica i forti rincari che si sono avuti per pane e pasta, che hanno determinato una flessione media di oltre il 2% dei consumi agroalimentari. Per Confagricoltura «a ottobre, i prezzi al consumo dei generi alimentari hanno registrato un incremento del 3,4% rispetto a ottobre del 2006, ma gli aumenti non dipendono solo dal recupero dei prezzi all'origine»
A far correre l'inflazione ha contribuito il forte rialzo del prezzo del petrolio. E ieri l'oro nero ha infranto un nuovo record superando la quota di 94 dollari al barile.
Il carovita in Italia riesce comunque a mantenersi al di sotto della media europea, dove il tasso di inflazione in ottobre si è attestato al 2,6%. «L'Italia resiste grazie al solo contributo dei settori toccati dalle liberalizzazioni», ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani facendo riferimento al settore delle comunicazioni (-9,9%).

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