31/10/2007,
07:45:08 -
Lo
sciopero di otto ore - secondo i sindacati che lo hanno
indetto: Cgil, Cisl e Uil - è «pienamente riuscito», con
adesioni che hanno superato l'80%. L'agitazione, proclamata
dalle categorie del pubblico impiego, ha riguardato anche i
circa 700 mila medici, veterinari, infermieri e
amministrativi.
I leader delle tre confederazioni
sindacali non hanno lesinato critiche all'Esecutivo che,
dopo aver promesso gli aumenti, non ha ancora materialmente
erogato il dovuto. Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e
Luigi Angeletti hanno per questo accusato il premier Romano
Prodi e il suo esecutivo di aver raccontato bugie come
Pinocchio e di aver preso in giro i lavoratori pubblici.
I sindacati hanno invocato il rispetto dei patti
sottoscritti con il memorandum sul lavoro pubblico. A
partire dal promesso stanziamento in Finanziaria delle
risorse necessarie a rinnovare i contratti.
Sia quelli
scaduti da quasi due anni, per i quali non sono ancora
state avviate le trattative all'Aran (sanità, enti locali,
scuola, ricerca e università per un totale di oltre due
milioni di dipendenti), sia quelli che scadranno il 31
dicembre (biennio 2006-2007). Nel mirino delle tre
confederazioni c'è tuttavia anche la volontà del Tesoro, di
ridurre gli organici, bloccare le assunzioni e di non porre
un freno alle esternalizzazioni e alle consulenze.
«Non siamo soddisfatti delle scelte del Governo - ha
detto Epifani - Prodi ascolti anche questa piazza. Il
Governo è davvero un grande Pinocchio - ha aggiunto il
leader della Cgil - ha firmato un accordo e se l'è
dimenticato il giorno dopo». Per Bonanni l'esecutivo si è
comportato come il burattino della favola di Collodi: «La
parola data non è stata mantenuta sull'onda di un equivoco
che l'esecutivo ha portato avanti con sapienza. Sulla
stessa lunghezza d'onda Angeletti. «Non vogliamo essere
presi in giro e beffati dal Governo» ha tuonato il leader
della Uil. Per il ministro Luigi Nicolais, si è trattato di
«uno sciopero preventivo, di una prova di forza con un
carattere più politico che altro». Oggi poi scioperano e
scendono in piazza, sempre a Roma, i sindacati Confederali
della scuola.