31/10/2007,
07:45:08 -
«Nel nostro settore - ha
detto Vecchioni - il Governo scelga strategicamente di
ridare priorità alla produzione agricola che è la base di
quella multifunzionalità a cui in questi anni ci si è
richiamati, più nelle parole che nei fatti». Secondo
Confagricoltura bisogna produrre per competere ma non in
una logica produttivistica che l'Unione europea ha voluto
superare negli ultimi anni. «Oggi non è più sufficiente
produrre grandi marchi e fare qualità - ha aggiunto
Vecchioni - ci vuole riconoscimento, distintività del
prodotto e forte legame territoriale». In primo piano,
secondo Confagricoltura c'è il tema dell'approvvigionamento
delle materie prime, da molti relegato alle economie meno
sviluppate - ha spiegato il presidente di Confagricoltura -
con una superficialità di cui oggi paghiamo le conseguenze,
una politica per le commodities trova ampia giustificazione
in un contesto allargato che se affrontato con strumenti
idonei può essere una concreta opportunità di mercato.
Anche la politica agricola europea necessità di una
rivisitazione, secondo Vecchioni «l'Unione europea ha
certamente dato alla politica agricola una solida casa ma
che nel lungo periodo si è trasformata nella prigione delle
idee e degli interessi nazionali».
Sul piano nazionale
Vecchioni ha insistito sulla riformulazione della
concertazione che deve diventare in primo luogo momento di
confronto a monte senza confondere i ruoli.
«Ristabilire i ruoli, compiere una assunzione di
responsabilità e ristabilire i tempi decisionali - ha
concluso Vecchioni - sono le priorità che nei prossimi anni
devono occupare posti prioritari nell'agenda politica
italiana».