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Vendita Telecom, rush finale


L'operazione, rimasta nell'impasse proprio aspettando che terminasse il percorso autorizzativo in Brasile, potrebbe così concludersi entro i tempi previsti e senza strascichi.
Gli accordi prevedono che tutto si chiuda entro il 15 novembre e gli avvocati, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbero già pronti per procedere e consentire ai nuovi azionisti di prendere in mano la gestione del gruppo.
È quello che sollecitano anche l'Authority per le tlc e il Governo, un passo ritenuto indispensabile per dare un'accelerazione anche alla separazione della rete di accesso. «Questo periodo di transizione di Telecom sta durando troppo - ha sottolineato Corrado Calabrò, numero uno dell'Agcom -. Telecom non può segnare il passo. Non lo sta segnando ma ha indubbiamente alcune remore derivanti da questa situazione di incertezza sull'assetto proprietario».
Calabrò vuole stringere: «il tavolo di lavoro ha fatto la sua parte. Ora occorre una volontà decisionale per arrivare alla fine. Da parte dell'Agcom c'è, anche senza la legge».
«Ma da parte di Telecom ci vuole un management che esprima un assetto proprietario stabile che - ha concluso - possa prendere delle grosse decisioni». Un provvedimento ad hoc sarebbe solo l'ultima ratio.
«Fino all'ultimo - ha detto Calabrò - continueremo a puntare alla scadenza del 31 dicembre ma non nel senso che necessariamente si debba arrivare a quella scadenza che fu indicata da un management che aveva dato indicazioni ravvicinate. Oggi, dobbiamo conoscere gli intendimenti del nuovo assetto proprietario». «Tenterò fino all'estremo - ha sottolineato - la via dell'accordo prima di esercitare i poteri dell'autorità, perché si tratta di entrare in casa altrui».
Ottimismo è stato espresso dal ministro alle Comunicazioni, Paolo Gentiloni che non ha invece commentato l'ipotesi di porre la fiducia al ddl liberalizzazioni che contiene lo specifico emendamento che dà all'Autorità per le comunicazioni più poteri di intervento per la separazione.
«Sulla separazione della rete è in corso da 15 mesi un confronto che la stessa Telecom ha sollecitato.
Ci sono tutte le condizioni perchè questo confronto si concluda con un'intesa».
In Borsa intanto l'idea che il closing, e dunque la fine del periodo di incertezza, sia più vicino, ha giovato a Pirelli (+0,51% a 0,85 euro), meno a Telecom (invariata a 2,1 euro).

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