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Petrolio da record

Il barile tocca 88 dollari

Questa volta il pretesto è la contrapposizione tra la Turchia e i curdi irakeni dopo l'offensiva delle truppe di Istanbul nel paese arabo per smantellare le basi del Pkk, il partito che rappresenta l'etnia curda. Così i prezzi dell'oro nero sono in crescita senza sosta ormai da tre giorni con un rally che ha portato il costo del barile a salire di nove dollari dalla settimana scorsa. A pesare sull'improvvisa fiammata sono però anche la forte domanda mondiale e le incertezze per la tenuta delle scorte.
La combinazione di questi fattori e la «mano invisibile» degli operatori internazionali hanno portato il barile a un passo dal livello di 90,46 dollari aggiustato tenendo conto dell'inflazione, e raggiunto nel 1980, un anno dopo la rivoluzione iraniana e all'inizio della guerra tra Iraq ed Iran.
La quota 100 dollari al barile, teorizzata anche dalle strategie dell'organizzazione Al Qaida, come soglia in grado di mettere in ginocchio le economie occidentali è, dunque molto vicina. Finora il prezzo medio del greggio è stato di 67 dollari al barile, con un'impennata soprattutto negli ultimi tempi, visto che a metà agosto era sotto i 70 dollari e che solo nell'ultima settimana ha messo il turbo con uno scatto del 10%.
A New York il Light crude è salito ieri fino a un massimo di 88,20 dollari, in rialzo di oltre 2 dollari, mentre a Londra il Brent ha toccato il massimo storico di 84,49 dollari, in aumento di 1,74 dollari.
Valori che hanno messo in allarme anche i paesi produttori. L'Opec si è detta «preoccupata» per l'aumento del prezzo del greggio, spiegando però che, dal suo punto di vista, i rialzi sono legati a manovre speculative più che a problemi di rifornimento dei mercati.
E che si sia arrivati ormai verso quote da brivido è testimoniato anche dall'intervento della Casa Bianca. Dana Perino, portavoce del presidente G.W. Bush ieri ha sottolineato che «i prezzi dell'energia sono troppo alti». Secondo la Perino il caro petrolio «colpisce in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito, le quali devono spendere troppi soldi nell»energia». La Casa Bianca si è detta «preoccupata» e assicurata che «controllerà molto da vicino» la situazione. I primi segnali che, alla fine, la corsa dell'oro nero si scaricherà sulle famiglie è data dall'ondata di rialzi per i prezzi del gasolio da riscaldamento che hanno già raggiunto, il 15 ottobre scorso, il livello medio più alto dall'agosto dello scorso anno a quota 1.143,26 euro per mille litri, con un aumento di 10,47 euro rispetto a una settimana prima (+0,92%).

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