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Eni conquista in Libia altro petrolio e gas

Nel dettaglio l'accordo prevede investimenti (ripartiti al 50% tra le due società) per 28 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per rafforzare la collaborazione definita «strategica» da Scaroni anche perché ha sottolineato «la Libia vale più del doppio di Kashagan», il maxi giacimento kazaco per il quale è in corso la lunga negoziazione con il governo di Astana.
La produzione in Libia in quota Eni si aggira sui 280-290 mila barili al giorno, ha spiegato infatti l'ad ricordando come nella prima fase da Kashagan si attendano invece 50 mila barili al giorno.
L'intesa che consolida ulteriormente il ruolo dell'Eni nel Paese guidato da Gheddafi, gli garantisce non solo il prolungamento delle concessioni per altri 25 anni (le nuove scadenze slittano così al 2042 per il petrolio ed al 2047 per il gas), ma anche l'espansione delle aree produttive nelle zone attigue ai giacimenti. Ma punto cruciale dell'intesa è anche il gas, «forse l'aspetto più importante», ha detto Scaroni. Aumenta di 3 miliardi di metri cubi l'anno, a 11 miliardi dal 2011, il gas che l'Eni porterà in Italia con il GreenStream, il gasdotto Mellita-Gela che già porta in Italia 8 mld di metri cubi. Il ministro Pierluigi Bersani, ha commentato l'accordo definendolo «un passo importante per la sicurezza energetica e per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici del nostro Paese».

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