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Inflazione, busta della spesa pesante

Inflazione, busta della spesa pesante

Supermercato

Enon è un caso che proprio ieri l'Antitrust abbia deciso di avviare un'istruttoria per verificare l'esistenza di un possibile cartello nella diffusione del listino dei prezzi consigliati del pane nella Capitale «che potrebbe aver causato aumenti indifferenziati» negli oltre 8.000 panettieri della provincia di Roma. In una nota, quindi, il garante annuncia l'apertura di un dossier «per possibile intesa restrittiva della concorrenza nei confronti dell'Unione panificatori di Roma e provincia». Il prezzo finale indicato, riporta l'Antitrust, è di 2,60/2,80 euro per la rosetta a 2,20/2,40 euro per il casereccio mentre per gli altri tipi di pane o prodotti da forno si consiglia di applicare una maggiorazione da 0,30 a 0,50 al chilo.
Tornando ai dati Istat, per la pasta l'aumento è stato del 4,5%, per il latte del 3,2%, per la frutta del 5,6%. E così via per tutti gli alimentari (riso +3,4%, pollo +6%, uova +3,8%, caffè +3,2%), al punto che una spesa tipo per una famiglia di 4 persone è rincarata, in base ad alcuni calcoli esemplificativi, di 24 euro al mese, 288 euro all'anno, senza contare spese extra per i periodi festivi. Secondo la Coldiretti, rialzi di tale portata comincerebbero a farsi sentire anche sui consumi, in calo del 7% nel caso del pane. I consumatori lanciano quindi l'allarme, calcolando addirittura aumenti complessivi di 400 euro l'anno, e chiedendo ai ministeri interessati, Sviluppo economico e Agricoltura, di agire al più presto con interventi mirati.
Ma è proprio il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, a gettare acqua sul fuoco: «il temuto caro-spesa è stato scongiurato», dice il ministro, perché «nonostante l'incremento eccezionale dei prezzi agricoli internazionali di questi mesi, l'indice generale dei prezzi è rimasto invariato».
A frenare la corsa dei prezzi è stata soprattutto l'energia. Il comparto ha registrato infatti un lieve -0,1%. Negativo è stato del resto anche l'andamento di altri due capitoli che da tempo ormai segnano rallentamenti: comunicazioni (-8,8%) e spese per la salute (-0,2%). In deciso calo anche le tariffe aeree con un netto -9,6%, mentre tensioni non indifferenti si sono registrate nelle tariffe locali: acqua potabile (+6,4%) e tariffa rifiuti (+9,5%).

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