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di FILIPPO CALERI IL PRESIDENTE della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, grazia i debitori europei.

Ma il pericolo di vedere aumentare le rate dei mutui e dei prestiti contratti dagli europei non è passato. La stangata è solo rinviata di qualche mese. «Siamo prevedibili. Non dirò certamente niente che possa contraddire le attese del mercato per la fine dell'anno». Con queste parole ha confermato indirettamente le previsioni degli analisti che vedono il tasso di interesse a quota 3,50% nell'ultimo mese dell'anno. Fin qui la certezza di un ulteriore aggravio in tempi brevi per chi ha acquistato un'abitazione con contraendo un prestito a tasso variabile. Niente è ancora chiaro, al contrario, sulle mosse di Francoforte per il 2007. Il presidente Trichet si è limitato a dire che la Bce «farà ciò che è necessario per mantenere la stabilità dei prezzi». Per sapere qualcosa in più ha dato appuntamento alla conferenza di dicembre, quando fra l'altro saranno diffuse le previsioni trimestrali di inflazione e crescita. Nel frattempo però «bisogna attuare una forte vigilanza sui prezzi», avverte, anche perchè il calo registrato «è momentaneo», e l'inflazione tornerà a «salire fra la fine dell'anno e gli inizi del prossimo», cioè in dicembre e gennaio quando dovrebbe attestarsi «sostanzialmente al di sopra del 2%». I rischi per l'inflazione, infatti, restano «chiaramente al rialzo», spiega ancora, ed esiste il pericolo che le precedenti impennate delle quotazioni petrolifere si ripercuotano sui prezzi al consumo in modo più importante di quanto finora stimato. A questo si aggiungono i pericoli legati all'aumento delle imposte indirette, dei salari, della liquidità e della «crescita vigorosa del credito al settore privato». «Se le nostre ipotesi di crescita e di inflazione saranno confermate, sarà necessario aggiustare di nuovo il carattere accomodante della nostra politica monetaria», ha precisato spianando la strada a una nuova stretta nel corso della prossima riunione. L'economia di Eurolandia - ha diagnosticato - è in forma. «Ci sono le condizioni affinché continui a crescere solida e robusta, anche se è possibile che il ritmo di crescita del secondo semestre dell'anno possa essere un pochino più basso». L'attuale livello dei tassi, comunque, «è ancora basso e la politica monetaria accomodante», ha concluso spiegando la decisione odierna del comitato esecutivo dell'Eurotower di lasciare invariato al 3,25% il tasso di riferimento.

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