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Padoa Schioppa e Draghi strigliano le banche

Il ministro all'Economia e il governatore di Bankitalia: per competere servono le aggregazioni

Servono crescita, concorrenza e efficienza per giocare un ruolo di primo piano nel mercato europeo. Altrimenti il rischio è quello di soccombere di fronte ai competitor stranieri. L'occasione per stimolare le aziende di credito è arrivata ieri nel corso dei lavori della 46esima assemblea dell'Associazione bancaria italiana, che ha ufficializzato la nomina di Corrado Faissola, a.d. di Banca Lombarda, alla presidenza dell'organismo al posto dell'uscente Maurizio Sella. Draghi non ha esitato a bacchettare le banche per la loro inerzia strategica manifestata in quest'ultimo periodo e che potrebbe ritorcersi contro, a scapito dell'espansione sui mercati. Spazio, quindi, a nuove aggregazioni, che grazie ad un progressivo rafforzamento dimensionale, consentirebbero al nostro sistema bancario di giocare un ruolo da protagonista nella contesa internazionale. A questo proposito il Governatore ha sostenuto quanto sia auspicabile la ripresa del processo di consolidamento del settore, essendovi ancora ampi spazi per nuove alleanza tra i campioni italiani. Il numero uno di Palazzo Koch non si è limitato alle sole vicende bancarie ma anche ad altri temi come le liberalizzazioni introdotte con il decreto Bersani. Con una richiesta forte ai banchieri: «È giunto il momento di abolire i costi di chiusura dei conti correnti». Sulla stessa linea anche l'intervento di Tommaso Padoa Schioppa che, come Ministro dell'Economia e delle Finanze, ha ribadito l'impegno del Governo per favorire la crescita delle banche. Tutti vogliono «un sistema bancario italiano forte», è stata la tesi espressa da Padoa-Schioppa secondo il quale «il patriottismo è un movente, una virtù», ma «occorre praticarlo secondo le regole, che sono ormai europee e col manuale giusto, che non è quello della protezione». Certo, ha osservato il ministro, che «aspiriamo a vedere un sistema bancario forte, che sia italiano non solo per la collocazione delle reti di clienti, ma anche per quella dei nuclei di controllo azionario e del quartiere generale, e che sappia espandersi nel grande mercato europeo e in quello globale». Il patriottismo, però, eve seguire le regole e «oggi l'unico manuale vincente è quello di far banca meglio degli altri, di servire meglio il cliente». Per ora lo stimolo dei due intervenuti ha riscosso l'attenzione del neo presidente Faissola che ha espresso il proprio «totale consenso» nei confronti del governatore e del ministro dell'Economia. Il nuovo numero uno di Palazza Altieri ha assicurato che si attiverà con tutti gli associati affinchè vadano nella direzione indicata.

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