Il bonus salariale frena i pensionamenti (-36%)

Anno, nel corso del quale, secondo i dati diffusi ieri dall'Inps, hanno deciso di ritirarsi dal lavoro in anticipo rispetto all'età di vecchiaia 132.660 persone, con un calo del 36% rispetto all'anno prima quando, le pensioni di anzianità liquidate furono 207.263. L'effetto combinato del «superbonus» (il versamento in busta paga dei contributi al lavoratore che, pur avendo i requisiti per il ritiro anticipato, decide di restare al lavoro) e dell'andamento demografico - ha spiegato il presidente dell'Inps, Gian Paolo Sassi - ha portato l'anno scorso a una «compressione» delle richieste di pensione di anzianità, che verrà però, in linea con le previsioni, in parte scontata quest'anno. A gennaio 2006 infatti sono state liquidate già 40.215 pensioni di anzianità, in calo rispetto alle 67.610 previste ma pur sempre quasi un terzo di quelle liquidate nell'intero 2005. Ma il primo gennaio si è aperta la prima «finestra» per l'uscita dal lavoro per chi ha raggiunto i requisiti per la pensione (57 anni di età e 35 di contributi) al 30 settembre, e sulla decisione di molti di chiedere il ritiro dal lavoro pesa anche l'avvicinarsi dello «scalone» previsto dalla riforma Maroni, l'aumento del limite di età necessario per la pensione anticipata (60 anni dal 2008, sempre a fronte di 35 anni di contributi).
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