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Fazio: chi governa deve essere il migliore non il più ricco

Così Antonio Fazio, ritirando il Premio Internazionale alla Cultura Cattolica conferitogli dall'omonima Scuola di Bassano del Grappa, ha tratteggiato quello che per lui deve essere il profilo di quanti operano nelle istituzioni pubbliche, «con spirito di servizio - ha aggiunto il Governatore, ricordando le parole del Pontefice - perchè chi è scelto per una funzione pubblica deve esserlo in base alle capacità e alle doti morali».
Un intervento, quello del Governatore - premiato con la medaglia d'oro alla Cultura Cattolica assieme alla polacca Hanna Gronkiewicz-Waltz, vicepresidente del dipartimento risorse umane della Bers - tutto puntato sul tema dell'etica nell'economia che, assieme a quello della giustizia e della visione unitaria dell'uomo, sono elementi di «una antropologia - ha detto Fazio - che vanno riaffermati nel nome di un nuovo umanesimo». Un discorso intenso, dotto, con citazioni da Tommaso d'Aquino, Jaques Maritain, Vilfredo Pareto, ma anche Papa Woitila, Luigi Einaudi.
E che però non ha impedito al Governatore, guardando alle vicende dell'attualità economica, di sottolineare che anche il Pil non è tutto in una società che deve mirare alla qualità della vita delle persone. «Il prodotto interno lordo, il reddito di un'economia - ha detto Fazio - concorre a definire il benessere generale. Altri parametri, che assumono oggi un rilievo crescente, danno la misura della qualità della vita, come la sicurezza e la salute, la cultura». Ed in tema di cultura, il Governatore ha anche fatto un riferimento al valore dell'insegnamento cristiano nel contesto occidentale.

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