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Mediobanca: dobbiamo tornare a contare

Trimestre positivo per 164,5 milioni. Nessun piano per il Lingotto. Si studia come valorizzare la Ferrari

Intanto, per sancire la svolta e l'arrivo alla presidenza, nei mesi scorsi, di Gabriele Galateri, l'istituto prova a imboccare la strada della trasparenza verso il mercato e preannuncia dopo la prossima semestrale un incontro, inedito nella storia della banca, con gli analisti.
Questi gli elementi emersi dall'assemblea dei soci, la prima presieduta da Galateri. Alberto Nagel e Renato Pagliaro, rispettivamente direttore e condirettore generale della banca, hanno fatto le veci dell'ex ad Vincenzo Maranghi nel presentare i risultati di bilancio.
È toccato quindi a Galateri, durante l'assise che ha sancito fra l'altro l'ingresso di Umberto Agnelli in cda (da dodici anni un esponente della famiglia torinese non sedeva a Piazzetta Cuccia) al posto dell'ex presidente del Lingotto Paolo Fresco, chiarire che «non esiste alcun piano di Mediobanca per Fiat. Mediobanca si comporta verso Fiat come un qualsiasi cliente. Anche se ho fatto parte del gruppo Agnelli - ha ricordato - non cambia l'approccio».
Quanto a Ferrari, di cui Mediobanca aveva rilevato dal Lingotto il 21,5% (sul 34% totale acquistato insieme a Commerzbank) per poi rivendere il 6,5% a Lehman Brothers con l'opzione a tornare in possesso della quota, Nagel ha preannunciato una prossima revisione degli accordi con la stessa Lehman per poter registrare in bilancio la cessione. Sulla quotazione in Borsa della casa di Maranello, alla luce anche dei successi sportivi, «stiamo riflettendo insieme all' azionista di maggioranza sui tempi e i modi per la valorizzazione che intendiamo fare dell' azienda», si è limitato a osservare dal canto suo Galateri.
Quanto aiconti di Mediobanca il trimestre si è chiuso con un utile consolidato in crescita a 164,5 milioni di euro. Approvato il bilancio 2002-2003 (utile netto gruppo 53,6 milioni, spa in rosso per 14 milioni) e il dividendo in crescita a 0,18 euro per azione. La cedola ha avuto l'effetto di limare il patrimonio netto (da 4,8 a 4,7 miliardi di euro a fine settembre), ma «non è previsto alcun aumento di capitale nè a pagamento nè gratuito», ha affermato Nagel.
Riguardo infine agli equilibri raggiunti nell'istituto «non ci sono contrasti tra management e soci - ha dichiarato Galateri

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