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Alitalia, scontro nel governo sulle alleanze

Buttiglione attacca: gli accordi europei sono indispensabili per la sopravvivenza dell'azienda

È ormai chiaro lo scontro all'interno del governo sul futuro della compagnia come è scontato che il decreto sulla privatizzazione difficilmente vedrà la luce nel prossimo consiglio dei ministri. A mettere i paletti ieri è stato il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli che ha detto a chiare note: l'approvazione del decreto di privatizzazione senza garanzie sull'occupazione e sul pieno utilizzo degli aeroporti italiani e sul ruolo dell'Alitalia all'interno dell'Alitalia significherebbe la svendita di un patrimonio nazionale. Calderoli ha rincarato la dose dicendo che in caso contrario «bisognerebbe pensare che qualcuno ha gestito l'azienda in modo da portarla a perdere quote di mercato, a una svendita dei gioielli di famiglia e a una perdita di oltre 320 milioni di euro nel primo semestre 2003».
Per la Lega la prospettiva che si apre è quella di «un'operazione semplicemente finanziaria che porterebbe l'Alitalia in dote gratuita a un altro vettore che avrà il totale controllo dell'azienda».
Insomma uno stop in piena regola e anche un altolà al ministro delle Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione che ieri aveva detto che la privatizzazione di Alitalia è una condizione «difficilmente eludibile per poter ristrutturare e rilanciare la compagnia». Il ministro rivolgendosi direttamente alla Lega aveva sottolineato che se il Carroccio «non vuole che il deficit della compagnia sia scaricato sui conti dello Stato, deve permettere ad Alitalia di entrare nel sistema del trasporto aereo europeo».
A scaldare la polemica ieri è arrivato anche l'allarme della Fit Cisl della Lombardia: l'Alitalia ha cancellato 4 destinazioni internazionali da Malpensa mentre dal 2 novembre sono a rischio altre tre destinazioni nazionali. Secondo il sindacato è la dimostrazione della «debolezza dell'Alitalia di fronte all'Air France».
È in questo clima che la compagnia di bandiera si avvia al consiglio d'amministrazione di domani. Ieri erano circolate anche voci di possibili dimissioni dei vertici dell'Alitalia presto smentite dall'azienda stessa. All'ordine del giorno lo sviluppo del piano industriale 2004-2006 e le iniziative di outsourcing. Potrebbe essere indicata la prima tranche di esuberi in circa 2.000 dipendenti.

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