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Alitalia non sarà più compagnia di bandiera Le alleanze riaccendono le polemiche sugli aeroporti di Fiumicino e Malpensa. Lega all'attacco

Venerdì prossimo il Consiglio dei ministri varerà il decreto sulla privatizzazione che prevede la discesa del Tesoro al di sotto del 50% dall'attuale 62,4%. Il ridimensionamento della presenza pubblica nella compagnia è infatti la condizione per l'ingresso nella holding creata dall'alleanza tra Air France e Klm. Un ingresso che è previsto entro la metà del 2004.
Il piano delle alleanze tra Air France e Klm ha rimesso in discussione il ruolo non solo di Fiumicino ma soprattutto di Malpensa. Anzi si può dire che proprio lo scalo milanese è quello che potrebbe essere maggiormente penalizzato. Nello scorso consiglio d'amministrazione il presidente Bonomi avrebbe posto il problema mentre la Lega è sul piede di guerra. Ieri Bonomi ha rivelato di aver posto all'amministratore delegato della compagnia, Mengozzi, «la condizione di natura industriale che la futura alleanza porti ad una piena valorizzazione e allo sviluppo dei due hub italiani».
Il problema è sempre quello della ripartizione del traffico tra Linate e Malpensa. In soastanza Malpensa rischia di essere indebolito nel quadro delle nuove alleanze se alcune rotte internazionali resteranno a Linate. Ma di questo dovrà occuparsene il ministro dei Trasporti Lunardi che però finora ha fatto finta di ignorare il problema. Non è escluso che nel convegno di domani a Milano sul futuro degli aeroporti milanesi, il presidente Bonomi chieda esplicitamente un intervento politico per ripartire il traffico tra Linate e Malpensa. Solo dirottando su Malpensa alcuni voli di Linate l'aeroporto milanese è in grado di competere con i colossi di Parigi e Amsterdam.
Gli olandesi infatti si sono subito candidati a far diventare l'aeroporto di Schiphol il terminale di riferimento in Europa insieme all'hub parigino Charles De Gaulle. Al momento secondo come è stato ripartito il traffico tra i 4 aeroporti, in base all'alleanza tra francesi e olandesi, Parigi manterrà il suo ruolo di porta d'Europa. Sarà l'aeroporto chiave per i flussi di traffico da e per tutto il continente americano, Africa, Asia e Europa. Schiphol sarà il secondo gateway europeo focalizzato principalmente sui flussi di traffico da e per il Nord America, Medio Oriente, Africa Orientale e Asia. L'aeroporto olandese, la cui funzione è ben riassunta nella definizione di «secondo hub inglese», sarà focalizzato in particolare sul traffico in connessione dalla Gran Bretagna e Nord Europa.
In subordine Malpensa sarà dedicato a servire mercati di lungo raggio (Nord America e Sud America, Giappone) e flussi di traffico da e per il Medio Oriente, India e Nord Africa. Fiumicino sarà di riferimento per l'Europa meridionale focalizzato sul traffico locale e i flussi intra-mediterranei, da e per il Medio Oriente e il Nord Africa. Da questo quadro emerge che Malpensa dovrà confrontarsi con Amsterdam mentre Roma rischia di perdere le rotte nordiche. E questo è bastato a scatenare le polemiche del sindaco della Capitale, governatore della Regione e presidente della Provincia. L'Alitalia ha replicato: «Non c'è nessun declassamento di Fiumicino». Il governatore del Lazio Francesco Storace avverte: «i manager di Alitalia possono anche pensare di farla diventare Alipadania, ma il Governo è disposto ad assecondare una simile tendenza? È bene che Alitalia renda pubblici accordi e intenzioni reali sullo scalo di Fiumicino».

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