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Fiat si avvia a uscire dalla crisi 3.300 lavoratori tornano in azienda

Dall'8 dicembre, infatti, torneranno in azienda i 3.300 lavoratori interessati dal provvedimento di cassa integrazione straordinaria, mentre per un numero di dipendenti all'incirca equivalente la riorganizzazione aziendale ha portato al pensionamento attraverso le procedure di mobilità o alla ricollocazione in un nuovo lavoro.
Resta, tuttavia, il problema di circa 500 lavoratori di Arese per i quali la Fiat ha aperto le procedura di mobilità.
Azienda e sindacati chiedono al governo di individuare prima dell'8 dicembre una soluzione in attesa della loro ricollocazione nel comprensorio di Arese in base al protocollo d'intesa raggiunto con la regione Lombardia.
Ieri al ministero del Welfare si è svolta una riunione per verificare l'accordo di programma del 5 dicembre e la successiva intesa con i sindacati per la gestione della collocazione in mobilità di 2894 lavoratori. Un bilancio positivo per il sottosegretario, Maurizio Sacconi, per l'azienda e per Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic. Tutte e tre le sigle, tuttavia, esprimono preoccupazione per i 500 lavoratori di Arese che rischiano dall'8 dicembre di restare senza copertura e stigmatizzano la decisione aziendale di aprire per loro le procedure di mobilità. Del tutto negativa, invece, la valutazione della Fiom-Cgil che a luglio non ha sottoscritto l'intesa sulla mobilità. «Oggi la Fiat ha dichiarato che per lo stabilimento di Arese aprirà le procedure di licenziamento per 850 persone, di cui forse 390 avranno i requisiti per la pensione», ha affermato, al termine dell'incontro, il coordinatore nazionale della federazione di categoria per il gruppo Fiat, Lello Raffo, secondo il quale il senso politico è che l'azienda «licenzia».
I sindacati chiedono anche maggiori certezze per le prospettive della Fiat e sollecitano chiarimenti sul futuro dei rapporti con General Motors. Pertanto, il prossimo incontro - dicono - dovrà riguardare il piano Morchio nel suo complesso. Per il segretario nazionale della Fim, Cosmano Spagnolo, «entro l'anno di crisi è stata trovata una soluzione per i lavoratori. Resta il problema imminente della copertura dei 500 di Arese».
«Solo nove mesi fa - secondo il segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento - nessuno sperava che a settembre 2003 si intravedesse una speranza per la Fiat auto. Dopo nove mesi non è stata superata tutta la drammaticità della situazione, ma ci sono le condizioni perchè Fiat auto possa competere sul mercato, avviando il processo di risanamento». Anche secondo il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, è positivo il fatto che l'azienda sia uscita dal processo di crisi. Sacconi ha dato atto all'azienda «di aver realizzato, nonostante un mercato dell'auto declinante, investimenti, sinergie con altri produttori, nuovi prodotti, consentiti anche dalle necessarie iniziative di ricapitalizzazione».

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