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Sella: le banche faranno la loro parte per lo sviluppo

Lo dimostrano gli esiti della terapia adottata dal sistema bancario, che negli ultimi anni si è considerevolmente rafforzato. È una delle considerazioni del presidente dell'Abi, Maurizio Sella emerse nel corso di una audizione alla commissione Attività Produttive della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema industriale italiano. «Le banche italiane sono in campo per fare la propria parte» per contribuire alla crescita dell'economia, ha affermato Sella. Le banche, ha ricordato Sella, «nel corso degli anni novanta si sono irrobustite da più punti di vista e garantiscono oggi un indispensabile contributo alla crescita della nostra economia». In particolare, gli istituti di credito «hanno notevolmente accresciuto le proprie dimensioni elevando la propria capacità di competere a livello internazionale».
Per Sella, quindi, «occorre chiedersi se, mutatis mutandis, non sia il momento di replicare questa esperienza nel settore delle nostre imprese industriali». Il presidente dell'Abi chiede di sgombrare il campo da un equivoco che sembra talvolta serpeggiare: «quello secondo cui il sistema creditizio vivrebbe meglio in un sistema industriale lillipuziano, fatto da imprese molto piccole, senza capacità e respiro internazionali. Riteniamo - dice Sella - questa idea errata e priva di fondamento».
Il declino della competitività italiana dunque non può certo essere imputato agli istituti di credito, che, anzi, la loro parte la fanno meglio rispetto a quelli dell'Unione europea, concedendo più finanziamenti all'industria e a costi inferiori. Difatti i dati del 2001 parlano di un supporto finanziario alle imprese ingente: «la quota dei finanziamenti bancari loro destinati si è ragguagliata ai due terzi del totale degli impieghi, valore notevolmente superiore al 47,4%, che rappresenta la media dell'area euro». Quanto ai tassi applicati, «il costo del capitale di debito per le industrie italiane è il più basso fra i paesi considerati, fatta eccezione per la Francia», ha detto Sella parlando di un confronto che include anche gli Usa e la Germania. Le priorità per ridare slancio all'industria, per l'Abi, sono tutte di competenza del governo: riforma del fisco e delle pensioni, maggiori infrastrutture e una modifica della legge fallimentare, che è ormai «improrogabile» e che dovrebbe contenere «una riduzione dell'ambito di applicazione dell'azione revocatoria», oltre a ridurre i tempi e a prevenire le crisi fallimentari.

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