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Tremonti-bis, l'Ue apre l'indagine formale

Tra i limiti del provvedimento un campo d'applicazione territoriale non sufficientemente chiaro

Tuttavia quel provvedimento legislativo potrebbe venire accettato da Bruxelles, qualora l'Italia delimitasse con maggior precisione i beneficiari dei crediti d'imposta che esso concede a imprese autrici di investimenti in determinate aree colpite da calamità naturali. Di diverso parere è l'Ocse, che loda invece la legge voluta dal ministro dell'economia. Secondo Andrea Bastianini, responsabile del capitolo sulla formazione professionale, le misure della Tremonti bis a favore della formazione «vanno nella buona direzione».
Ai dubbi espressi dall'Esecutivo comunitario, il nostro Governo potrà rispondere con "osservazioni" entro il termine un mese. È però presumibile che la Commissione Europea approvi quei crediti d'imposta soltanto a beneficio di imprese danneggiate in modo effettivo dalle eruzioni dell'Etna, dal terremoto che colpì la Provincia di Campobasso il 31 ottobre 2002, nonché dalle alluvioni verificatesi in Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna.
A giudizio della Commissione Europea, la Tremonti bis contiene, infatti, degli «elementi di selettività, che permettono di ritenere quel regime un aiuto di Stato». L'Esecutivo di Bruxelles ha anche notato nella Tremonti bis l'assenza di «misure destinate a rimediare ai danni causati da calamità naturali». Secondo Bruxelles, inoltre, la Tremonti bis «non stabilisce alcun legame» tra l'aiuto (ossia il credito d'imposta) e il danno subito dall'impresa fruitrice». Se, però, il Governo italiano adempiesse questi requisiti, la Tremonti bis potrebbe ricevere l'imprimatur della Commissione, in virtù delle deroghe al regime comunitario degli aiuti di Stato previste per ovviare a calamità naturali. Le imprese beneficiarie dovrebbero, comunque, rispettare anche le regole europee sul cumulo di aiuti di Stato. Secondo l'Esecutivo dell'UE, il testo attuale della legge non può, invece, essere compatibile con le norme comunitarie che consentono aiuti di Stato per lo sviluppo regionale, in quanto «il campo d'applicazione territoriale» della Tremonti bis «non è sufficientemente chiaro». In sostanza, nelle sei regioni del Nord incluse dal provvedimento tra quelle colpite da calamità, i crediti d'imposta potrebbero essere approvati come «aiuti a finalità regionale» soltanto in alcune aree (come la zona di confine con la Sovenia) già designate dall'UE come aventi diritto.

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