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Crac Italgrani, scatta l'arresto per Pepe

Stesso provvedimento per Gallo, presidente Meliorbanca, e Gerardo Rescigno

L'ex amministratore delegato del Banco di Napoli, Federico Pepe (ora vice presidente Banca Opi del gruppo San Paolo Imi) è agli arresti domiciliari. Stessa sorte è toccata a Pier Domenico Gallo, attuale presidente di Meliorbanca, e Gerardo Rescigno. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Pierluigi Picardi su richiesta dei pm Nicola Lettieri e Vincenzo Piscitelli. Il giudice ha anche firmato ordinanze interdittive per due componenti del collegio sindacale dell'Italgrani, Sergio Sciarelli e Antonio Battaglia.
Il reato contestato ai destinatari dei provvedimenti cautelativi è quello di concorso in bancarotta fraudolenta. Una indagine che riguarda gli ingenti finanziamenti ottenuti dal gruppo nonostante la situazione di grave dissesto. Si tratta dell'inchiesta che nel gennaio 2001 portò all'arresto, tra gli altri, dell'imprenditore Franco Ambrosio e dei figli, Massimo e Mauro. Nel maggio del 2002, in seguito a successivi sviluppi investigativi, furono colpiti da provvedimenti restrittivi anche Mario Amitrano, funzionario del Banco di Napoli, e Pasqualino Giardino e Luigi Schiavo, entrambi responsabili del settore contabilità dell'Italgrani.
La vicenda riguarda anche la società advisor di Pier Domenico Gallo e Gerardo Rescigno mandataria nei rapporti con il ceto bancario delle società del gruppo Italgrani, già da tempo in dissesto, nonché il Banco di Napoli (gestione Pepe), società capofila nella convenzione di ristrutturazione bancaria stipulata - grazie alla mediazione dell'advisor - tra il gruppo industriale ed un pool di 20 banche creditrici. All'advisor gli inquirenti attribuiscono la responsabilità di aver fatto approvare più piani di ristrutturazione della posizione debitoria verso le banche (ammontante complessivamente a 1.100 miliardi di lire) attraverso l'inserimento di voci di bilancio, dati patrimoniali e di reddito "falsi, manipolati e artefatti", allo scopo di prospettare "contrariamente al vero" il rilancio economico del gruppo. "Quanto all'organo di controllo della Italgrani, secondo gli inquirenti, Sergio Sciarelli e Antonio Battaglia (rispettivamente presidente e membro del collegio sindacale) "erano ben a conoscenza della falsità della documentazione contabile" e benché consapevoli dell'impatto sul sistema bancario "che in quel momento continuava a finanziare un gruppo decotto", avallarono "con il loro intervento e con il loro sigillo - sottolinea la Procura - l'immane frode che gli Ambrosio stavano perpetrando al mondo dell'economia". Solo in occasione dell'ultimo bilancio, più o meno contemporaneamente al ricorso di fallimento del pm "il collegio sindacale decide di esprimere parere contrario all'approvazione".
E a proposito del coinvolgimento di Gallo e Rescigno Meliorbanca precisa che si tratta di questioni che non hanno niente a che vedere con l'attività della merchant bank. Meliorbanca è stata sospesa in Borsa e alla riammissione è scivolata chiudendo ad un last di 4,39 euro (-1,35%).

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