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Prodi nel mirino Il FT attacca: sapeva dello scandalo Eurostat

«Trattasi di spazzatura», rincara la dose il portavoce della Commissione Ue. Cos'è successo? Chi ha fatto andare su tutte le furie i vertici di Bruxelles?. Un articolo, in prima pagina, dell'autorevole Financial Times che accusa Prodi di «sapere più di quanto finora ammesso sul crescente scandalo di Eurostat», l'ufficio statistico della comunità europea. Il quotidiano inglese riporta le dichiarazioni di uno dei due alti funzionari di Eurostat al centro dell'inchiesta avviata dalla procura francese per sospetti frodi nei conti dell'ufficio di Lussemburgo. In un'intervista televisiva ancora non mandata in onda, scrive il Ft, Yves Franchet - ex direttore di Eurostat e ora trasferito altrove - avrebbe rivelato di «aver tenuto informato Prodi degli eventi», insieme ai commissari Ue Neil Kinnock, Pedro Solbes e Michaele Schreyer. Il quotidiano inglese sostiene poi che Prodi «era a conoscenza di seri problemi in Eurostat» e cita una lettera scritta lo scorso settembre nella quale il presidente dell'Esecutivo Ue sottolineava che la Commissione «si era detta preoccupata circa possibili irregolarità» all'interno di Eurostat risalenti al giungo 1999. Prodi e la sua squadra - rileva il giornale - non sono riusciti ad agire con decisione di fronte ai richiami che alcune cose non andavano bene. Il magistrato francese ha quindi aperto un'inchiesta penale preliminare su Eurostat in cui Olaf, la struttura di investigatori interni antifrode, ha trovato prove di «un'ampia organizzazione di ruberie sui fondi dell'Unione». Yves Franchet, il responsable di Eurostat e Daniel Byk, direttore della struttura, sarebbero sospettati dagli investigatori interni di aver organizzato un sistema che consentiva al denaro pubblico di essere ingoiato attraverso un conto bancario segreto in Lussemburgo. I due, ricorda il giornale, hanno negato ogni addebito mentre la Commissione ha finora rifiutato di dire chi fosse a conoscenza della vicenda e di che cosa si trattava. L'unica presa di posizione al riguardo, rileva FT, e' quella che riguarda Michaele Schreyer, commissario al bilancio, che per prima aveva visto i risultati delle indagini a febbraio e maggio di quest'anno.
Il quotidiano londinese sostiene che Yves Franchet, parlando a una televisione, avrebbe detto di aver tenuto Prodi informato degli eventi, assieme a Kinnock e Solbes. Il giornale in un commento dal titolo «Per salvaguardare gli interessi dell'istituzione - ma e' stata un'azione presa abbastanza rapidamente?» rileva che l'attività dell'agenzia di statistica ha suscitato sospetti di cattiva gestione ed ha indebolito le affermazioni di Prodi secondo le quali la Commissione aveva fatto una campagna di «tolleranza zero» contro la corruzione.
Immancabile e dura la replica di Prodi. «Siamo in fase di fine legislatura», ha anche detto «Prima e soprattutto da giornali che ormai da anni partecipano attivamente e in modo partigiano alla lotta politica europea».
Secondo Prodi ad essere completamente fuori strada è «il titolo dell'articolo del giornale: non l'articolo, perchè nell'articolo non c'e' niente. E' il titolo che non corrisponde al contenuto dell'articolo». Secondo il presidente dell'esecutivo della Ue, che ieri ha provveduto a distribuire le lettere citate dal quotidiano britannico, «le lettere sono chiare e chiariscono tutto».
Entra ancor più nei particolari Reijo Kemppinen, portavoce della Commisione. Il quale, tra l'altro, ha precisato che la lettera citata come prova del fatto che il presidente della Commissione Ue sapeva più di quanto dichiarato è in realtà la risposta di Prodi ad un eurodeputato danese, Freddy Blak, che «voleva chiarire» alcuni specifici episodi relativi ad Eurostat.

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