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Bnl, Abete apre uno spiraglio alle alleanze

Possibile un accordo con Mps ma «solo alla pari». Spunta l'ipotesi Unicredit

Mentre il presidente Luigi Abete afferma che il matrimonio con Montepaschi è ancora possibile, ma solo su base paritaria, il Financial Times scrive che l'Unicredit di Alessandro Profumo avrebbe avuto il via libera dal governatore Antonio Fazio per acquisire la banca romana.
Ieri Bnl ha chiuso a Piazza Affari ad un prezzo di riferimento di 1,591, in calo dell'1,72% abbandonando i massimi dell'anno toccati ieri a 1,619. Scambi fortissimi, con quasi il 3% del capitale che è passato di mano.
Dopo essersi espresso a favore di uno sviluppo senza partner, ieri Abete ha voluto correggere in parte il tiro e in una intervista al Sole 24 Ore ha spiegato che «un'alleanza, nel medio periodo non è da escludere», ma «a patto che sia su basi paritetiche». E ha precisato che in questa direzione «Mps resta a livello industriale l'alleato ideale».
«Per fare un'alleanza bisogna che le due controparti abbiano caratteristiche soggettive e oggettive che le rendano alleabili. Quando in passato abbiamo immaginato ipotesi con Mps non c'erano le condizioni oggettive che ho indicato» aggiunge Abete dalle colonne del quotidiano finanziario, ma «non è escluso che ci possano essere». Questa «comunque non può essere interpretata come necessità o come scelta obbligata», ha proseguito.
Unipol, la compagnia partner di bancassicurazione della Bnl e potenziale ago della bilancia nell'ipotesi di integrazione con Mps, conferma da parte sua il proprio interesse a rilevare la quota di Generali (circa il 7%) nell'istituto romano, come ha detto l'amministratore delegato, Ivano Sacchetti. Ma l'amministratore delegato di Generali, Giovanni Perissinotto, ha negato che la compagnia del Leone abbia in programma di cedere la partecipazione in Bnl (7,4%).
Secondo il Financial Times, però, il governatore di Bankitalia Antonio Fazio sarebbe incline a dare il proprio assenso all'acquisizione di Bnl da parte di Unicredit, operazione alla quale invece si era opposto tre anni fa. Lo ha scritto nella rubrica 'Observer', motivando la disponibilità di Fazio con il ruolo assunto da Alessandro Profumo nelle vicende che hanno portato all'uscita di Vincenzo Maranghi da Mediobanca.
La scorsa settimana, presentando il proprio piano triennale, Profumo ha minimizzato l'interesse per eventuali acquisizioni. Ma - si chiede l'Ft - «perchè allora tutti i suoi luogotenenti evocano la necessità di espandersi in Lombardia e Lazio, dove Bnl è più forte?» Secondo la ricostruzione dell'Ft, Fazio dovrebbe a Profumo «un favore per aver estromesso Maranghi, una spina nel fianco del governatore».

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