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Liquidazioni, Tremonti fa dietro front

L'aumento dell'aliquota non si applicherà per il Tfr. Risarcito chi ha pagato

La stangata sulle liquidazioni viene così scongiurata e coloro che hanno già interrotto il rapporto di lavoro e pagato l'imposta sul Tfr saranno risarciti.
Il prossimo consiglio dei ministri si occuperà della questione introducendo nel decreto fiscale (quello che dovrebbe contenere anche gli incentivi ai consumi) una clausola di salvaguardia per le liquidazioni in base al quale il passaggio di aliquota previsto dalla riforma fiscale dal 18 al 23% non varrà per il Tfr. Le liquidazioni continueranno ad essere tassate con la vecchia aliquota. la clausola è retroattiva e scatta dal 1° gennaio 2003. Per coloro che hanno già pagato l'imposta sul Tfr con la nuova aliquota ci sarà una forma di risarcimento che potrebbe essere o il credito d'imposta o la restituzione del maggiore importo.
Riparato il maltolto, ora per il ministro dell'Economia Tremonti resta il problema di come recuperare la somma che già aveva già messo in conto di incassare. Il ministero dell'Economia aveva già fatto due conti sugli effetti in termini di cassa della nuova aliquota sul Tfr dai quali emergeva che nel 2003 ci sarebbe stato un gettito di 520 milioni di euro e nel 2004 di 468 milioni.
Dove trovare la copertura? L'ipotesi di far ricorso alle entrate derivanti dall'emersione del lavoro nero non appare percorribile. Le misure sul lavoro irregolare non ha dato il gettito sperato e raschiare il barile è impossibile. In conclusione, alla vigilia della preparazione del Dpef che servirà da guida per la prossima Finanziaria, Tremonti deve dimenticarsi di 520 milioni di euro.
Ma riassumiamo i termini della questione Tfr. Con la revisione degli scaglioni di reddito e delle aliquote l'aliquota erariale del primo scaglione è passata dal 18 al 23%.L'aumento dell'aliquota per il reddito è stato mitigato con la trasformazione delle detrazioni in deduzioni e l'introduzione della no tax area.
Il Tfr però è rimasto fuori da questo meccanismo e sull'imponibile vengono applicate le aliquote Irpef in vigore l'anno in cui viene percepito il Tfr. Questo vuol dire che per i redditi che rientrano nel primo scaglione si applica una aliquota maggiorata di 5 punti rispetto a quella che si applicava l'anno scorso. Tradotto in cifre ciò significa che per un contribuente con una anzianità lavorativa di un anno e 9 mesi e un Tfr maturato di 2.314 euro il prelievo sul tfr passa 443,36 euro del 2002 a 509,88 euro di quest'anno con un aggravio del 15%. Se si passa ad un dipendente con 10 anni e 9 mesi di anzianità e un Tfr maturato di 11.000 euro il prelievo passa da 1.565 a 1.899 con un aggravio del 21,3%. Aggravio ancora più pesante per un lavoratore con 8 anni e 1 mese di anzianità e un tfr maturato di 7.993 euro si passa da un prelievo di 1.161 euro nel 2002 a 1.422 euro quest'anno con un aggravio del 22,4%. Aggravio più leggero invece per un lavoratore con 3 anni e 11 mesi di anzianità e un Tfr maturato di 5.221 euro: si passa da un prelievo di 922 euro nel 2002 a un prelievo di 1.058 euro quest'anno. Nel complesso, secondo calcoli del ministero dell'Economia l'aggravio riguarderà tutte le indennità di fine rapporto il cui reddito annuale di riferimento risulti minore di 31.855 euro.
Il maggior gettito derivate dalla tassazione del Tfr vine stimato in 520 milioni di euro nel 2003, 468 nel 2004, e 312 nel 2005.
L.D.P.

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