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Pensioni, conti sempre più in rosso

Casini: è un freno allo sviluppo. Senza interventi conflitto tra generazioni


Il risultato economico di esercizio dovrebbe chiudere l'anno con un disavanzo di 757 milioni, più che raddoppiato rispetto ai -282 milioni delle precedenti versioni. E' quanto emerge dalla prima nota di variazione al bilancio all'esame del Civ. In crescita esponenziale il deficit da gestioni previdenziali da -24 a -655, mentre migliora sensibilmente il fondo di riserva per le spese impreviste: da -258 a 102 milioni.
In parallelo peggioramento anche la situazione patrimoniale netta da +14.849 a +14.374 milioni mentre la gestione finanziaria di competenza mostra un disavanzo in crescita, rispetto alle precedenti previsioni, di 1.397 milioni di euro (da -470). Il differenziale di cassa passa da -2.620 milioni a -3.995 milioni.
"Sui risultati della gestione finanziaria del 2003 e degli anni successivi - si legge nel documento - inciderà negativamente la cessazione del contributo straordinario di 775 milioni di euro" posto da un legge del '99 a carico dei datori di lavoro contribuenti al soppresso Fondo elettrici e al soppresso Fondo telefonici". Quanto alle previsioni per il triennio è previsto un disavanzo finanziario complessivo di competenza in crescita dai 1.397 milioni di euro del 2003 ai 1.938 milioni del 2005, e un risultato finanziario di parte corrente negativo per 1.092 milioni nel 2003 in aumento a 1.631 milioni nel 2005.
A incidere sui risultati sarà un aumento delle entrate in crescita nel 2003 del 5,5% (+6,5% l'incremento del gettito contributivo) a fronte di un incremento delle spese del 6,6%, dovuto a un +7,6% per le pensioni. Negli anni successivi il tasso di incremento della spesa per pensioni rallenterà al 3,2% e al 3,3% rispettivamente nel 2004 e nel 2005.
Sul tema previdenziale ieri è intervenuto il presidente della Camera Casini sottolineando che il carico della spesa pensionistica costituisce un freno gravissimo al pieno sviluppo del nostro paese. Il rischio più grave è che «la mancanza di un intervento risolutivo sulle pensioni possa ingenerare un drammatico conflitto generazionale». «Le nuove generazioni potranno addebitare all'insensibilità di quelle che le hanno precedute la responsabilità di un futuro precario ed incerto, governato -ha detto Casini- da regole ingiuste e penalizzanti».
Il presidente della Camera, parlando al convegno dei giovani di Confindustria, ha aggiunto che l'invito del presidente del consiglio Berlusconi di aprire «una discussione serena a livello Ue sulla possibilità di garantire nuove opportunità per gli investimenti non può essere lasciata cadere». Poi ha ricordato che il premier ha comunque riaffermato «l'impegno del nostro Paese al rispetto dei vincoli imposti dall'Ume».

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