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Pensioni, in settimana vertice di governo poi incontro sindacale

E a seguire, la convocazione di Cgil, Cisl e Uil con cui disinnescare la miccia dello sciopero generale che i sindacati sono intenzionati a proclamare se l'esecutivo non darà una risposta alle proposte alternative alla delega presentate nei mesi scorsi. Ma i tempi di marcia non appaiono così scontati. L'imminente ballottaggio per le amministrative, infatti, potrebbe far slittare oltremodo il vertice triangolare, Berlusconi, Maroni, Tremonti. Ed il clima resta incerto ed effervescente mentre sullo sfondo la polemica se della previdenza farne una nuova Maastricht o una nuova Lisbona non si placa.
I sindacati, che sulla previdenza hanno ritrovato una unità che non appare scalfibile, almeno dalle dichiarazioni dei leader di Cgil, Cisl e Uil, sembrano aver messo in conto eventuali slittamenti, fanno rullare i tamburi di guerra ma non forzano i tempi, aspettano a piè fermo il confronto sulle proposte. E ricordano, praticamente tutti i giorni al governo, il loro triplo no: sulla decontribuzione, indicando in una fiscalizzazione degli oneri impropri la strada alternativa; sul conferimento obbligatorio del Tfr ai fondi integrativi, da sostituire con il silenzio-assenso del lavoratore; e sulla alla parità di trattamento fiscale tra fondi chiusi e fondi aperti. Dal ministro del Welfare, Maroni, comunque, segnali di disgelo rivolti a Cgil, Cisl e Uil non sono mancati.
«Ci sarà un percorso negoziato», «ci sono i margini per un accordo prima che si avvii l'iter parlamentare della delega», diceva appunto nei giorni scorsi. E a questo va sommata la decisione di raccogliere la richiesta fatta a gran voce dai sindacati di congelare l'iter parlamentare della delega come primo passo per poter ragionare con freddezza sul provvedimento. Segnali che invece hanno creato non poca inquietudine in casa Confindustria, sicura fino a poco prima che sulla delega la partita fosse praticamente blindata e che gli interventi sulla decontribuzione, e forse qualche possibile disincentivo, fossero a portata di mano.
E contro una ipotesi di ammorbidimento della linea riformista viale dell'Astronomia ha intensificato il fuoco di fila. A cominciare dall'assemblea generale in cui il presidente Antonio D'Amato ha avvertito il governo: restano quattro mesi per fare una riforma. Poi sarà tardi.

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