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PER GLI aspetti previdenziali la "cultura del risparmio" tra gli italiani non è ancora sufficientemente evoluta.


Quanto all'atteggiamento rispetto alla concreta possibilità di perdere l'autosufficienza in età anziana, domina ancora un ottimismo, non sempre motivato. Il già citato Rapporto ricorda come il 16 per cento degli italiani dichiari di prevedere una disponibilità finanziaria "più che sufficiente" anche nella terza età. Quasi la metà degli italiani - per l'esattezza il 48,7 per cento - ritiene, invece, che la sua disponibilità sarà comunque sufficiente. Solo il 7 per cento teme un futuro "insufficiente" o "del tutto insufficiente".
La conoscenza parziale delle specifiche soluzioni offerte dal mercato e l'eccessiva (immotivata) fiducia nella possibilità di "farcela" anche solo appoggiandosi alla classica pensione pubblica si traduce in un atteggiamento che gli addetti ai lavori giudicano del tutto controproducente: preferiscono ancora il "fai da te" nella costituzione di un capitale che servirà nell'età della pensione.
Se tre italiani su dieci dichiarano di voler scegliere una polizza vita, quattro su dieci, invece, sono ancora convinti di poter "investire da soli i loro risparmi per la vecchiaia"; un ulteriore 8 per cento riconosce di "non saper fare una scelta" mentre il 15 per cento punta sui fondi pensione della categoria.
"È certamente preoccupante - conclude il Rapporto di Bnl-Centro Einaudi - che in un Paese in cui, a detta di tutti gli esperti, esiste un serio problema pensionistico legato all'invecchiamento della popolazione, quasi il 50 per cento degli intervistati non intendano affidarsi agli strumenti offerti dagli intermediari finanziari per la costituzione della pensione privata oppure dichiarino di conoscere poco l'argomento".

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