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Risarcito chi ha pagato bollette salate per telefonate involontarie

L'operatore telefonico ha infatti accolto le richieste dell'Intesa dei consumatori, stabilendo che chi ha ricevuto la bolletta esosa potrà contestarla e pagarla solo parzialmente, mentre chi ha già versato l'importo potrà chiedere un rimborso. La società telefonica, secondo quanto riferisce l'Intesa, afferma infatti che chi non riconosce gli addebiti relativi a chiamate al 709 può «effettuare il pagamento degli importi (Iva inclusa) non contestati attraverso il C/C postale». Gli utenti dovranno specificare i propri dati, precisando che «gli addebiti oggetto di contestazione derivano da un non volontario utilizzo del servizio e da raggiri di tipo informatico nel corso di navigazioni Internet».
Ma c'è di più. L'operatore telefonico assicura anche il rimborso a chi ha già pagato. Verrà effettuato sulla prima fattura utile o con assegno circolare o bonifico bancario.
L'Intesa dei consumatori fornisce quindi una sorta di vademecum che gli utenti caduti nella trappola del 709 potranno seguire: non pagare per intero la bolletta esosa; fare una denuncia alla Polizia Postale contro ignoti se il proprio gestore telefonico non ha ancora comunicato il numero di telefono del dialer responsabile della truffa; mandare tramite raccomandata copia della denuncia e copia del bollettino di pagamento al proprio gestore telefonico.

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