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Enel, al ministero del Tesoro maxi dividendo da 1,5 miliardi

Per i soci del colosso energetico è infatti previsto un dividendo di 0,36 euro per azione, uguale a quello del 2002, con un rendimento di circa il 6,2% sul valore medio dell'anno. Lo ha deciso l'Assemblea di bilancio di Enel, che ieri ha approvato i risultati del 2002 che vedono un monte dividendi complessivo di 2,2 miliardi di euro. Di questi, 700 miliardi circa andranno agli oltre 2 milioni di azionisti di minoranza che hanno circa il 32,42% della società, mentre il ministero dell'Economia, con il 67,58%, incasserà dunque 1,5 miliardi di euro. Lo stacco della cedola è previsto per il 23 giugno con il pagamento a decorrere dal 26 giugno.
«In un contesto di mercato molto critico l'Enel ha conseguito un rendimento fra i più alti d'Europa» ha osservato il presidente Piero Gnudi. Un risultato che conferma «la natura di titolo difensivo». Le azioni dell'Enel, ha detto Gnudi, «non faranno dei balzi in avanti strepitosi, ma sono certamente adatte ai cassettisti».
Dal Bilancio approvato emerge che il titolo ha registrato nell'ultimo anno una perdita di valore del 21% a fronte di una discesa del 25% del Mib 30. «Considerando il dividendo di 0,36 euro, il calo si riduce al 16%» ha detto Gnudi, sottolineando che anche per chi ha acquistato l'azione al massimo della quotazione (8,5 euro) il rendimento è stato comunque del «4,2%, l'1,5-2% in più dei titoli di Stato, un rendimento ben superiore a Bot e Cct».
Nell'assemblea degli azionisti Gnudi ha anche annunciato che sarà il Tesoro a decidere «come se e quando vorrà vendere una nuova quota di Enel». «Non siamo in grado e non vogliamo fare previsioni - ha aggiunto - e auspichiamo comunque che un'eventuale nuovo collocamento venga fatto con la massima trasparenza e tenendo conto dei diritti di quanti hanno già avuto fiducia nell'Enel».

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