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Italia sempre più vecchia e con più divorzi

Fra trent'anni un italiano su 5 avrà più di 65 anni. Immagrazione, fenomeno di famiglia

In un Paese che viaggia col «freno tirato», puntando sul benessere acquisito piuttosto che sul rischio. Gli italiani sono sempre più anziani. Perchè non solo hanno l'indice di vecchiaia più alto al mondo e la speranza di vità più lunga, ma addirittura la popolazione più anziana di tutta l'Unione europea.
E la conseguenza è che nel nostro Paese si crea un «debito demografico» molto elevato, con conseguenze a livello di previdenza, assistenza e spesa per le prossime generazioni. La situazione è determinata da una speranza di vita in costante aumento - 76,8 anni per gli uomini e 82,9 per le donne, un anno in più della media europea - ma anche da un tasso di fecondità da record negativo: nel 2002 il numero dei figli per donna è stato dell'1,26, mentre nella Ue era di 1,47. Nel 2000 gli ultrasessantacinquenni erano il 18 per cento della popolazione, contro il 16,2 di media della Ue. Ed è «destinato a raddoppiare» il rapporto tra anziani e giovani: se al 1 gennaio 2003 un italiano su cinque ha oltre 65 anni, fra trent'anni gli ultrasessantacinquenni saranno uno su tre.
L'immigrazione cambia volto - L'immigrazione cambia volto: niente più connotazione individuale, ma sempre più fenomeno che riguarda tutta la famiglia.
Ma soprattutto «risorsa» per contribuire alla crescita della popolazione residente. Anche i luoghi di provenienza degli immigrati contribuiscono a dare al fenomeno una nuova connotazione, con quelli dei paesi dell'Estche hanno scalzato presenze storicamente più forti in Italia, come la comunità filippina e cinese.
Regnano edonismo e paura di cambiare - A farla da padrone è l'«edonismo», una sorta di paura di cambiare che rende «troppo alto» il costo di una scommessa sul futuro.
Aumentano le separazioni - La famiglia fondata sul matrimonio è ancora un'istituzione e la stragrande maggioranza degli italiani non fa figli se non una volta sposata. Ma il primato è insediato dalle separazioni e dai divorzi, che crescono a ritmi elevati, e dalle famiglie ricostituite, quelle cioè in cui uno dei due coniugi ha alle spalle un'unione fallita. Aumentano, inoltre, le famiglie composte da single. Nel 2000 sono state 72.000 le separazioni e 37.00 i divorzi con un aumento rispetto al '95 del 37,5% e del 39%. In pratica si registra una separazione ogni 4 matrimoni e un divorzio ogni 9. Quasi il 70% delle separazioni e il 60% dei divorzi coinvolge inoltre figli nati nel matrimonio

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