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Borsa in recupero, l'euro frena

La moneta unica sotto quota 1,17 dollari ma gli analisti temono un nuovo rialzo

Però, dopo l'avvio positivo di Wall Street, con gli indici in territorio positivo, seppur di pochi frazionali, la tendenza rialzista ha prevalso. Così gli indici del Vecchio Continente si riprendono leggermente e chiudono in lieve rialzo, anche se c'è sempre la spada di Damocle dell'euro (o meglio la debolezza del dollaro) che pur essendo sceso appena sotto quota 1,17 (ora a 1,166) sembra pronto a balzare da un momento all'altro verso nuovi massimi. La convinzione che l'amministrazione Bush abbia abbandonato nei fatti la politica del dollaro forte, alimentata anche dalle recenti esternazioni del segretario al Tesoro americano John Snow, lascia esigui margini di manovra.
Londra ha terminato in progresso dello 0,77%, Parigi a +0,35%, mentre Francoforte viaggia ancora in calo (-0,13%). Sale sui massimi sul finale anche Piazza Affari dove il Mib30 e il Mibtel guadagnano lo 0,31% e lo 0,21%.
Tra le blue chips, in ripresa Fiat: +1,67%, ma sempre sotto i 7 euro, nel giorno in cui si presenta la nuova Punto.
Banca Intesa guadagna l'1,5%. Bene Autostrade (+0,83%), mentre chiudono contrastati i telefonici: Olivetti cede lo 0,73%, sotto quota un euro, Telecom e Tim guadagnano l'1,29% e lo 0,89%. Fra i migliori del listino Snam rete gas (+2,52%).
Quanto all'Asia, l'allarme deflazione lanciato dall'Fmi è stato trascurato dal mercato giapponese in forza anche della decisione della BoJ (Bank of Japan) di attuare un deciso intervento di politica monetaria a sostegno del mercato.
Al centro della manovra non sono i tassi d'interesse, rimasti invariati anche perché ormai prossimi allo zero, quanto piuttosto la liquidità. La Banca centrale giapponese ha infatti deciso di iniettare liquidità nel sistema, giustificando l'allentamento della politica monetaria con le incertezze dell'economia mondiale e, in particolare, delle prospettive dell'economia Usa.
A Wall Street il movimento di recupero e' stato frenato dalle notizie sulla delicata situazione in Medio Oriente. L'Fbi proprio ieri ha lanciato l'allarme: sono "probabili" attentati contro interessi degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali all'estero.

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