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L'AULA della Camera ha definitivamente approvato con il voto favorevole dell'Ulivo e l'astensione di ...

I voti a favore sono stati 362. Gli astenuti 11. Il provvedimento fa slittare dal 30 marzo al 30 maggio il termine per la deliberazione dei bilanci di previsione. La portata del provvedimento è stata ampliata nel passaggio al Senato. Per l'opposizione il decreto corregge in parte la politica del governo nei confronti degli enti locali. Questo in sintesi il contenuto del provvedimento:
Debiti emersi dopo l'accertamento del passivo — Il decreto prevede che siano inclusi nella procedura straordinaria anche i debiti emersi successivamente all'accertamento del passivo in modo che gli enti locali possano farvi fronte con le modalità e le risorse previste per il risanamento e non siano soggetti a procedure di espropriazione forzata.
Enti già in dissesto — Alla procedura straordinaria potranno ricorrere anche gli enti già in stato di dissesto a carico dei quali siano emersi maggiori debiti entro l'anno precedente a quello cui si riferisce il bilancio riequilibrato.
Esercizio 2003 — Per l'esercizio finanziario del 2003 si applicano le norme contenute in un decreto dello scorso anno e con il quale, dopo la soppressione dei Coreco, vengono attribuite al prefetto le competenze relative allo scioglimento dei Consigli degli enti locali, se i bilanci di previsione non sono approvati nei termini stabiliti.
Molise e Puglia — Per i Comuni di queste regioni colpiti dal terremoto del 31 ottobre dello scorso anno si prevede, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, l'anticipo di un importo pari al 50 per cento di quanto già riscosso per l'Ici.
Direttamente in bilancio trasferimenti in conto capitale — I trasferimenti in conto capitale agli enti locali saranno determinati direttamente in bilancio e non confluiranno più in un fondo unico.

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