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Pensioni, sindacati verso lo sciopero

«Solo con modifiche alla delega ci può essere una schiarita»

Lo hanno deciso Morena Piccinini, Pierpaolo Baretta, segretari confederali di Cgil e Cisl, e Adriano Musi, numero due della Uil, che proporranno un pacchetto di proposte di mobilitazione ai segretari generali.
I tre esponenti di Cgil, Cisl e Uil si sono incontrati ieri nella sede del sindacato di Corso d'Italia per mettere a punto una serie di proposte da sottoporre ai segretari generali, che si incontreranno nei prossimi giorni (probabilmente la prossima settimana). Al primo punto del pacchetto c'è la richiesta di un incontro urgente con il presidente della commissione Lavoro del Senato «per verificare l'andamento dei lavori in commissione» ha spiegato Piccinini. Secondo i sindacati, infatti, l'iter parlamentare del disegno di legge delega sulle pensioni va «bloccato fino a che non interviene un chiarimento sulle intenzioni del governo e fino a quando non avviene il confronto con le parti sociali».
In secondo luogo, saranno indetti «gli attivi regionali di mobilitazione, ulteriore approfondimento e maggiore sensibilizzazione da concludersi entro la prima settimana di giugno». A quel punto i sindacati procederanno a una verifica «delle condizioni relative alla possibilità di un percorso di confronto col governo. Sarà cioè definito un calendario di eventuali ulteriori mobilitazioni in crescendo. Poichè si sarà conclusa in quel momento la moratoria pre-elettorale (l'8 giugno cade il secondo turno delle amministrative, ndr), qualora non ci fossero le risposte da parte del governo o permanessero i segnali negativi che abbiamo registrato in questi giorni, procederemo con ulteriori iniziative che necessariamente dovranno essere di sciopero» ha spiegato il segretario confederale della Cgil. D'accordo su questo percorso Musi e Baretta, secondo il quale «se non interviene un chiarimento si va allo sciopero, se intervengono modifiche alla delega, si va verso un quadro positivo».
Per Musi «la situazione si è complicata: le risposte del governo, entro la prima settimana di giugno, devono convincerci che si sta parlando solo della delega e dei suoi contenuti, senza altri temi che riguardano la previdenza, nel presente e in futuro». I sindacati registrano «preoccupazioni crescenti» nella riforma pensionistica, sia perché dal governo non giunge alcuna risposta «alle richieste di modifica della delega, sia perché il quadro si è molto complicato» come spiega Piccinini.

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