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Fiat, fuori dal tunnel nel 2004

Nel primo trimestre perdita di 699 milioni, l'auto in negativo per 334 milioni

sarà ancor un anno difficile ma di transizione. L'uscita dal tunnel è attesa per il 2004. Parole di Umberto Agnelli che ieri insieme all'amministratore delegato del Lingotto Giuseppe Morchio ha illustrato agli azionisti i risultati del primo trimestre.
Ovvero una perdita di 699 milioni di euro (663 nello stesso periodo del 2002) dovuta soprattutto all'andamento negativo dell'auto che ha registrato una perdita operativa di 334 milioni di euro, in miglioramento comunque rispetto al primo trimestre del 2002, quando fu di 429 milioni di euro.
Nel trimestre il fatturato è passato da 14,1 a 12,3 miliardi di euro sempre a causa dei minori volumi del settore Auto e di Cnh (Macchine per l' agricoltura e per le costruzioni), dell' effetto (per circa 500 milioni di euro) della conversione in euro dei ricavi in dollari di Cnh e delle dismissioni. Il risultato operativo è stato negativo per 342 milioni di euro (299 nel primo trimestre 2002, quando però vi furono plusvalenze per circa 50 milioni di euro). La posizione finanziaria netta è di 5,2 miliardi di euro, in calo rispetto al 31 marzo 2002 (6,6 miliardi), ma in crescita di 1,4 miliardi rispetto al 31 dicembre scorso. Ci sono però ancora da considerare gli effetti del finanziamento da 1.150 milioni di euro, garantito dagli accordi con Edf, e la cessione della Toro Assicurazioni (che porterà un beneficio di 1,4 miliardi). Ci sono poi da conteggiare i benefici sull' indebitamento lordo della cessione del 51% di Fidis.
Ecco perchè Agnelli e Morchio hanno assicurato che per fine anno «la posizione finanziaria netta e l ' indebitamento lordo torneranno al di sotto dei parametri stabiliti con le banche finanziatrici». Così come Morchio ha ribadito che «il processo di dismissioni è concluso» e che oggi si recherà in Usa per discutere con Gm il futuro di Fiat Auto.
Morchio e Agnelli hanno confermato che entro giugno saranno presentate al mercato le «linee d'azione industriali e finanziarie su cui si intende perseguire una solida ripresa strutturale», e che solo allora sarà possibile fornire più precise indicazioni sull' andamento dell' intero 2003, che comunque «farà registrare un risultato operativo ancora negativo, ma in misura più contenuta dello scorso anno», quando fu di 762 milioni.
Il 2002 è stato per il Gruppo un anno negativo, ha ricordato Morchio, presentando i dati (già noti) all' approvazione dell' assemblea: le perdite sono state pari a 4,2 miliardi di euro, i ricavi sono scesi del 4%, passando da 58 a 55,6 miliardi di euro. Ovviamente non ci sarà distribuzione di dividendo.

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