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BRUXELLES — Dopo una gestazione di 12 anni, il consiglio Ecofin ha adottato ieri, senza dibattito, la ...


Le nuove norme consentono ai gestori dei fondi pensione di beneficiare pienamente del mercato interno e dell'euro, sopprimendo gli ostacoli che ancora dividono un paese dall'altro in questo settore. Gli enti interessati alla direttiva coprono il 25% della forza lavoro europea e gestiscono asset per 2.500 miliardi di euro, pari al 29% del Pil della Ue. Il Consiglio ha accolto gli emendamenti del Parlamento europeo con l' astensione del Belgio.
La nuova normativa potrà contribuire a disinnescare a livello europeo «la bomba pensionistica», dando nuovi strumenti di intervento ai gestori dei fondi e delle pensioni complementari e fissando norme minime di sicurezza finanziaria.
L'accordo permetterà, ad esempio, ai lavoratori che cambiano residenza di trasferire anche la loro pensione e sarà particolarmente utile per le multinazionali che operano nella Ue che, secondo una stima dell'esecutivo europeo, potranno risparmiare fino a 40 milioni di euro accorpando i vari regimi.
In questo modo, si apriranno le porte alla creazione di un vero regime complementare in tutta l'Unione.
Sul fronte della sicurezza finanziaria per la gestione dei fondi, le nuove norme si ispirano al principio del 'buon padre di famiglià: un fondo, fra l'altro, non potrà investire più del 30% dei propri mezzi in valute e il 70% in azioni o bond quotati.

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