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Fisco, stangata sugli automobilisti Lo Stato impiega solo il 20% dell'incasso per infrastrutture e sicurezza viaria

Lo denuncia l'Anfia rilevando che se nel corso dell'anno si è ridotta la fiscalità generale quella che grava sull'auto continua a crescere fino a toccare 70,722 miliardi. Esattamente due miliardi in più rispetto al 2001, come dire +3%.
L'Anfia sottolinea che questo «conto salato rappresenta il 21,4% di tutte le entrate tributarie e quasi il 6% del Pil. Al netto dell'Irpef, l'onere è pari al 18,3% del gettito erariale totale italiano».
Un esborso enorme dal quale «all'automobilista italiano ritorna però ben poco in termini di investimenti». Lo Stato investe infatti per le infrastrutture viarie e per la sicurezza della circolazione poco più del 20% del totale dei prelievi fiscali sugli automobilisti, mentre nei principali paesi europei si è nell' ordine del 30-35%.
Da qui la richiesta al governo di un'evoluzione mirata del settore in termini di qualità con investimenti per risanare e sviluppare la rete viaria, «inadeguata a rispondere alla crescita della domanda di trasporto e alle pressanti esigenze di sicurezza della circolazione e di tutela ambientale, entrambe pesantemente aggravate dalla congestione e dal cattivo stato delle infrastrutture». Ma anche la totale catalizzazione del parco auto «per eliminare le vetture più anziane, meno sicure e più inquinanti».
Secondo l'Anfia inoltre l'alta fiscalità penalizza le vendite.
Queste le voci più importanti del «pesante tributo all'Erario» pagato dagli automobilisti italiani.
Imposte sui carburanti e lubrificanti: ammontano a 29,950 miliardi, come dire oltre il 42% dell'importo totale e quasi il 50% delle imposte indirette. Il dato include accise ed Iva, quest'ultima prelevata sia sul prezzo industriale, sia sull'accisa stessa. L'aggravio di spesa deriva dal lievitare dei prezzi del combustibile nel 2002.
IVA: su acquisti di auto nuove e usate e su interventi di manutenzione e riparazione per per 14,525 miliardi, su acquisti di ricambi, accessori, pneumatici e ricovero autoveicoli per 4,094 miliardi e sui pedaggi autostradali 0,89 miliardi, per un totale di 19,509 miliardi. Un dato questo sull'Iva che secondo l'Anfia, dimostra la bontà degli incentivi anche sui conti dello stato.
La tassa di possesso è pari a 4,55 miliardi e l'imposta provinciale di trascrizione sul nuovo e sull'usato Ipt a 1,140 miliardi, circa il 55% sull'usato. Quest'ultima imposta in Italia grava sull'immatricolazione e sui passaggi di proprietà molto più pesantemente rispetto ai pochi Paesi europei che la applicano.
Le imposte sui premi assicurativi sono pari a 3,7 miliardi. L'incidenza su tali premi di oneri fiscali e parafiscali - commenta l'Anfia - è di un buon 23%. In Francia l'incidenza arriva al 33%, ma in Germania è del 16% e in Spagna e Regno Unito intorno all'11%.

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