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Colaninno alla guida della Piaggio

Via libera dalle banche creditrici. L'acquisto tramite aumento di capitale

Roberto Colaninno acquisirà il controllo di gestione della Piaggio. Ieri l'imprenditore ha raggiunto un accordo con Morgan Grenfell, azionista di riferimento della società con il 57,4%, per trattare in esclusiva l'ingresso nel capitale. Il negoziato che dovrebbe concludersi entro il 15 giugno, porterà Colaninno all'acquisizione del controllo di gestione della Piaggio mentre il controllo azionario resterà inferiore alla maggioranza.
Colaninno si servirà della Immsi come veicolo per l'operazione. Lo strumento sarà un aumento di capitale. Il che vuol dire che Colaninno non acquisirà quote della Morgan. Per rendere possibile questo meccanismo potrebbe essere creata una holding con categorie di azioni distinte. Per la Immsi sarebbe una sorta di battesimo operativo. L'acquisizione della Piaggio entrerebbe nella società che proprio nell'ultima assemblea è stata trasformata da società immobiliare a holding di partecipazioni.
Attualmente il cuore della Piaggio è in mani straniere. Oltre al fondo Morgan Grenfell, nell'azionariato c'è il fondo di Texas Pacific con l'8,1%.
Le banche creditrici tra cui Intesa che è la più esposta, avrebbero già dato il via libera all'acquisizione. Il contratto definitivo per l'acquisto dovrà essere concordato anche con gli istituti bancari. Oltre a Intesa sono coinvolti Capitalia, la Popolare di Lodi, Unicredito, Interbanca, Monte dei Paschi e Cassa di Risparmio di Firenze. L'imprenditore mantovano ha precisato nei giorni scorsi che la sua non sarà un'azione finanziaria ma punterà al rilancio della società. Una sfida che si presenta tutt'altro che facile. La Piaggio ha infatti debiti per 600 milioni di euro e deve vedersela con la concorrenza agguerrita dei competitor giapponesi.
Ma per Colaninno che si è imposto all'attenzione della finanza italiana scalando prima l'Olivetti e poi Telecom Italia, e che avrebbe volentieri messo un piede dentro la Fiat (presentò un pianoper risolvere la crisi dell'auto poi ritirato), l'operazione della Piaggio oltre che una sfida sarà di sicuro un trampolino di lancio. Il giorno dell'assemblea della Immsi, Colaninno ha disegnato scenari futuri dicendo chiaramente che l'operazione Piaggio «non sarà l'ultima» anche se per il momento «non vi sono altri dossier».
La Piaggio ha sofferto del generale rallentamento del mercato delle due ruote. in Europa nel 2000 questo settore valeva 1 milione e 620 mila pezzi contro 1 milione e 222 mila pezzi nel 2002. Nei primi tre mesi di quest'anno c'è stata un'inversione di tendenza. La Piaggio ha aumentato la sua quota a livello europeo passando dal 24,3% al 28,1%. Analoghe performance si sono avute anche a livello italiano. La quota per i 50cc e gli scooter è passata dal 29% al 30,5%.

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