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Piaggio, Colaninno vuole guidarla

L'operazione avverrà attraverso la Immsi e con un aumento di capitale


L'imprenditore mantovano Roberto Colaninno, dopo un tourbillon di voci, è sceso allo scoperto nel corso della assemblea Immsi annunciando trattative per l'acquisto di una partecipazione rilevante, che si potrebbero concretizzare per fine mese, al massimo per la metà di giugno.
L'obiettivo della società immobiliare, sulla quale l'ex patron di Telecom ha recentemente concluso una Opa e di cui detiene la maggioranza attraverso la Omniapartecipazioni, è di rilevare il controllo di gestione, e quindi dei diritti di voto, della Piaggio, senza acquisirne per forza il controllo anche a livello di capitale sociale. «I diritti di voto che Immsi avrà in Piaggio saranno superiori al 50% - ha detto a margine dell'assemblea di Mantova - i diritti economici potranno anche essere inferiori».
L'indebitamento della Piaggio è circa di 600 milioni di euro e secondo Colaninno dopo un esercizio in rosso nel 2001 dovrebbe chiudere i conti in negativo anche nel 2002. Raggiunto un accordo con le banche, ha spiegato l'imprenditore, Immsi procederà alla due diligence della casa di Pontedera (Pisa).
«L'esecuzione del contratto - ha quindi spiegato - sarà un aumento di capitale non una acquisizione di quote da terzi. Non acquisteremo quote da Morgan Grenfell». Quest'ultimo è il fondo di private equity di Deutsche Bank a cui fa capo, dopo il recente aumento di capitale della società il 57,4% della Piaggio. Un 8,1% è del Texas Pacific, mentre una quota del 5% fa capo agli ex azionisti della National Motor, unità spagnola controllata oggi al 100% da Piaggio Holding. Dal dicembre 1999, con l'uscita della famiglia Agnelli che ne deteneva il controllo attraverso un trust di investitori, la società dello scooter italiano per antonomasia è insomma per la quasi totalità in mano straniera. Solo una piccola quota - il 4% circa - è in mano italiane in via indiretta, dal momento che banca Intesa controlla al 14% la Piaggio acquisition, che a sua volta detiene il 29,5% di Piaggio Holding. Altri fondi istituzionali hanno in mano indirettamente il 25% della casa di Pontedera (l'86% di Piaggio acquisition).
L'operazione, a comunque voluto precisare Colaninno nel corso dell'assemblea Immsi, non avverà a qualunque condizione. «Se l'operazione avrà quelle caratteristiche che ci soddisferanno concluderemo».
Dopo la chiusura del capitolo Fiat quella della Piaggio potrebbe essere insomma la prima operazione dell'era Colaninno in Immsi. «Non sarà l'unica operazione - ha detto il presidente Immsi - la nostra intenzione è farne altre», anche se al momento l'unico dossier ufficiale è Piaggio.

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