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Il Lussemburgo apre al fisco si allenta il segreto bancario

Le maglie del leggendario segreto bancario lussemburghese sotto la cui protezione sono proliferate holding e società di controllo, sono state allentate dalle autorità del Granducato che da alcuni giorni hanno iniziato a fornire spontaneamente dati ai partner europei e quindi anche al ministero dell'economia italiano.
Le autorità lussemburghesi stanno fornendo un'ampia mole di dati sulle circa 5.000 holding domiciliate nel Granducato e sulle rispettive finanziarie domiciliate in Svizzera di società operative basate in Italia.
Una decisione storica destinata ad accrescere sensibilmente l'appeal dello scudo bis e dello scudo imprese. L'afflusso di informazioni finora sempre negate, aumenterà infatti la trasparenza dei flussi finanziari internazionali e, quindi, potrebbe funzionare da ulteriore stimolo per tutti i soggetti potenzialmente interessati a far emergere le proprie attività estere irregolari. La scelta del Lussemburgo anticipa di fatto sia la direttiva risparmio al centro del dibattito in ambito Ue e più ancora il codice di comportamento a questa collegato che dovrebbe stimolare comportamenti collaborativi fra paesi membri. In base a quest'ultimo protocollo di intesa gli stati membri si dovranno impegnare ad evitare comportamenti fiscalmente sleali Proprio il ministro lussemburghese del Tesoro e del Bilancio, Luc Frieden, si era mostrato prudente a fine marzo sui tempi dell'applicazione della direttiva sull'armonizzazione della fiscalità del risparmio in Europa. In quell'occasione Frieden aveva indicato la scadenza del 2005 come più ragionevole rispetto a quella del 2004, anche se «bisognerà - aveva aggiunto - che per il 2005 sia raggiunto l'insieme delle garanzie per poter applicare il testo».
Fissata inizialmente il primo febbraio del 2004, questa data è poi slittata di un anno al primo febbraio del 2005 per consentire all'Ue di chiudere i negoziati con la Svizzera. A fine gennaio, i Quindici avevano concluso un accordo per l'avvio di uno scambio di informazioni a partire dal 1° gennaio 2004, tra i Paesi dell'Ue sul risparmio dei non residenti per consentire così la tassazione nel Paese d'origine, con la conseguente caduta del segreto bancario.

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