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Tute blu, pronta la firma separata

Fim e Uilm potrebbero siglare l'accordo con Federmeccanica il 5 maggio

La divisione tra Fiom Cgil da una parte e Fim Cisl e Uilm Uil dall'altra è netta. Ieri mentre la Fiom ha ribadito che non ci sono le condizioni per chiudere il contratto e che lunedì partirà la raffica di scioperi, Fim e Uilm invece sono convinti che lunedì si arriverà alla firma. Negli ultimi incontri con Federmeccanica, per Fim e Uilm ci sono stati «apprezzabili avanzamenti della discussione» che fanno prevedere la conslusione «positiva» della vertenza. Secondo i sindacati metalmeccanici di Cisl e Uil, Federmeccanica ha presentato «risposte concrete» su una serie di richieste (dalla formazione professionale ai congedi, al fondo di previdenza complementare), mentre restano da approfondire e definire gli aspetti economici e i temi della riforma dell'inquadramento professionale e delle tutele dei lavoratori con contratto a tempo determinato.
Nell'incontro previsto per lunedì 5 maggio, con disponibilità a proseguire i giorni successivi, «è dunque probabile - si legge in un comunicato congiunto Fim e Uilm - vengano risposte che consentano la positiva conclusione del negoziato».
«Fim e Uilm nazionali - conclude la nota - invitano pertanto i propri iscritti e tutti i lavoratori ad attendere le indicazioni che verranno dall'assemblea dei delegati prevista per il 9 maggio, e a non aderire a iniziative di sciopero che già in passato si sono dimostrate prive di effetto».
Sul polo opposto invece la Fiom. «Non ci sono le condizioni per una conclusione positiva» afferma il sindacato della Cgil, e per questo da lunedì 5 maggio partiranno i primi scioperi. «Quanto prefigurato dalla Federmeccanica per concludere l'intesa - afferma la Fiom in una nota - non solo determina risultati salariali e normativi profondamente negativi, ma mette in discussione natura e funzioni dello stesso istituto del contratto nazionale. Con questa ipotesi di intesa si vuole trasferire nel testo contrattuale il Patto per l'Italia e tutta la legislazione che sta aggredendo i diritti del lavoro». La Fiom poi giudica «pesanti le responsabilità di Fim e Uilm, che stanno decidendo di aderire a questa linea degli industriali senza neppure accettare di sottoporre al voto dei lavoratori una scelta così gravida di conseguenze negative».
E per questo conferma la decisione di avviare mobilitazioni e scioperi fin da lunedì 5 maggio, convocando un'assemblea nazionale dei delegati per il 9.

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