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Lazio, bilancio senza certificazione

Per l'istituto di revisione la società non ha i fondi per saldare i creditori

A rendere nota la notizia è la stessa Lazio (che fino alle alle 13,05 è stata sospesa dalle quotazioni per poi rientrare con un calo del 3,5% ma alla fine ha chiuso in ribasso solo dello 0,43% a 0,454 euro.) La società di revisione ha dichiarato di trovarsi «nell'impossibilità di esprimere il parere di conformità previsto dal regolamento Consob». I revisori hanno evidenziato come la continuità aziendale della società dipenda, tra l'altro, dal reperimento di mezzi finanziari necessari a far fronte agli impegni nei confronti dei creditori. C'è poi la questione della costituzione del consorzio di garanzia per l'aumento di capitale da 110 milioni deciso dall'assemblea il 24 marzo.
La Deloitte, continua la nota della Lazio, «nel prendere atto che sono tutt'ora in corso le trattative per la costituzione del consorzio di garanzia» si è dichiarata «tuttavia nell'impossibilità di esprimere il parere di conformità previsto dal regolamento Consob per le motivazioni sopra indicate». Qualora Deloitte & Touche si rifiutasse di certificare anche il bilancio annuale sarebbe impossibile effettuare la ricapitalizzazione decisa a marzo.
Anche la Deloitte & Touche si è fatta sentire, precisato che le perdite nel periodo in esame sono pari a 55,1 milioni di euro. Dallo stesso documento risulta che il patrimonio netto è diminuito a 2,6 milioni di euro, sulla base di quanto disposto dalla legge 27 del 2003. La società avrebbe perciò bisogno di un trasferimento di flussi finanziari che, nel breve periodo, non è possibile vista la situazione di difficoltà finanziaria in cui si trova il gruppo Cirio, a cui la Lazio appartiene.
Da qui la necessità, per il rispetto del presupposto della continuità aziendale che è alla base della relazione semestrale al 31 dicembre 2002, che gli amministratori reperiscano i mezzi finanziari necessari a far fronte agli impegni nei confronti dei dipendenti e dei terzi. A questo proposito, la Deloitte & Touche ricorda che l'assemblea dei soci ha deliberato, il 24 marzo scorso, sia la riduzione del capitale per la copertura delle perdite sia un contestuale aumento a pagamento dello stesso capitale fino a un massimo di 110 milioni di euro. Per quanto riguarda debiti e crediti nei confronti della società del gruppo Cirio, la Deloitte & Touche nota come dalla semestrale emergano debiti per 38,9 milioni di euro, quasi totalmente (38,5 milioni di euro) riferiti a finanziamenti infruttiferi e postergati, e crediti correnti per un ammontare complessivo di 49,1 milioni di euro.

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