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Cartelle pazze anche in Parlamento

L'Intesa-consumatori pronta a diffidare i concessionari della riscossione

Ma colpisce in modo bipartisan, molti deputati, i commessi e gli altri dipendenti. A svelare l'episodio è stato il diessino Giorgio Benvenuto che, membro della Commissione Finanze di Montecitorio, è impegnato in questi giorni sul fronte parlamentare proprio sul fenomeno degli avvisi sbagliati.
Benvenuto ha raccontato durante una conferenza stampa dell'Intesa dei Consumatori, di aver ricevuto personalmente un avviso sbagliato, ma di non essersi impressionato proprio per la sua esperienza in proposito (è stato sottosegretario alle Finanze).
Oltretutto il deputato - ha spiegato scherzando - può contare sulla protezione della moglie che, non fidandosi, conserva le sue dichiarazioni dei redditi a partire dal 1962. Un certo scalpore deve essere nato dal fatto che inizialmente gli avvisi sbagliati ai parlamentari avevano colpito solo quelli del centrosinistra: «Si è parlato di discriminazione - ha continuato scherzando Benvenuto - ma poi è toccato anche ai deputati di Forza Italia e An. Allora si è pensato - ha aggiunto con una battuta - che ci fosse un asse Tremonti-Lega. Ma alla fine gli avvisi sbagliati sono arrivati anche alla Lega». Ma è lo stesso Benvenuto che spiega il mistero della cartella pazza gradualmente bipartisan: «È la Camera che versa le tasse per i suoi dipendenti perchè risulta come sostituto di imposta». Ed è nel passaggio tra il sostituto e l'amministrazione che, evidentemente, si sono perse le tracce dei pagamenti che sono stati però regolarmente effettuati.
Infine dall'Intesa dei Consumatori si avanza un dubbio: persino il ministro Tremonti potrebbe aver ricevuto un avviso pazzo visto che, secondo le prime stime, cartella pazza avrebbe colpito un contribuente su tre.
Se non finisce la pioggia di cartelle pazze (3,5 milioni) sui contribuenti per il condono, l'Intesa dei Consumatori è pronta a denunciare alle rispettive procure della Repubblica i concessionari della riscossione, perlopiù istituti bancari a cui è demandata l'attività di recupero. Intanto dall'opposizione, per risolvere la questione, si torna a chiedere una proroga della scadenza del condono. Proroga che potrebbe trovar spazio nel decreto sulle scommesse ippiche attualmente al'esame della Camera.
Oltre alla minaccia della denuncia l'Intesa dei consumatori ha inoltre già preparato una diffida che, all'indirizzo dell'Ascotributi (e tutti i concessionari), del ministro Giulio Tremonti e dell'Agenzia delle Entrate, intende inibire la produzione e l'invio di nuove cartelle.

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