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Il mattone resta l'investimento preferito

I prezzi volano sempre più in alto. Nell'acquisto della seconda abitazione vanno a ruba casali e rustici

Nel 2002 il fatturato del settore è stato di oltre 98 miliardi di euro. E i prezzi degli immobili continuano a salire, anche se le previsioni indicano rincari più contenuti rispetto agli anni precedenti. Slitta quindi l'atteso ribasso: si va verso una stabilizzazione che, per gli esperti, sarà definitiva solo dal 2004. Mentre le compravendite, nel corso del 2003-2004, secondo i dati Nomisma, dovrebbero ancora registrare un incremento dello 0,9%. Per il secondo acquisto si punta sempre più su casali e rustici in campagna.
Anche la domanda di case continuerà a essere alta: la congiuntura attuale, con bassi tassi di interesse e agevolazioni fiscali per chi acquista la prima abitazione, permette a molti italiani di realizzare il sogno di una vita: vivere in una propria dimora. «La domanda di immobili in Italia - spiega all'Adnkronos l'economista Giacomo Vaciago - è strutturalmente elevata: per gli italiani, da sempre, è importante acquistare una casa. Una tendenza, questa, che andrà ancora avanti per un anno o due». E si mantengono elevati gli investimenti nel mattone, scelta preferita per chi non vuole rischiare in borsa. Sempre secondo Nomisma, nel 2002 i rendimenti totali lordi degli investimenti in abitazioni sono stati del 15,1%.
«La crescita dei prezzi delle abitazioni rallenterà, ma non farà nessun dietrofront», dice il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani. Anche il numero delle transazioni, prosegue, «è destinato a rimanere alto fino a quando rimarranno convenienti i tassi d'interesse bancari». Continuano quindi a essere appetibili gli immobili destinati a soddisfare le esigenze di chi è in cerca della prima casa. Molto spesso gli acquirenti sono coniugi senza figli che prediligono metrature tra gli 80 e i 120 mq di superficie. I luoghi preferiti sono fuori dai centri urbani.
Quanto all'acquisto degli immobili a scopo di reddito, secondo Sforza Fogliani attualmente è frenato perché «le locazioni oggi, secondo i canoni correnti, non sono assolutamente convenienti: circa il 50% delle rendite se ne va in fiscalità».
Secondo le analisi di Nomisma, peraltro, il mattone potrebbe ridurre il proprio appeal solamente a partire dalla fine del 2003 «qualora il livello di disoccupazione si incrementasse significativamente e il reddito disponibile si riducesse drasticamente: ipotesi, per ora, sufficientemente remote». Ecco che allora le prospettive appaiono anch'esse positive ed il numero di scambi nel 2003-2004 salirà dello +0,9%. Le vendite potrebbero ridursi solo nel caso di ulteriori forti rialzi di prezzi, magari accompagnati da incrementi nei tassi di interesse.
Meno ottimista il Centro ricerche economiche sul mercato edilizio (Cresme), secondo cui il settore immobiliare sarà sottoposto «nei prossimi anni ad un'altalena delle compravendite e dei prezzi». Per gli investimenti di tipo immobiliare i tagli preferiti sono quelli piccoli, monolocali e bilocali, preferibilmente nel centro della città.

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