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Euro ai massimi. Il dollaro sconta la crisi economica

La moneta unica a 1,1 sul biglietto verde. Il Tesoro emetterà un'obbligazione in valuta Usa

La moneta unica ha raggiunto un massimo di seduta di 1,1002 dollari (minimo 1,0850) in coincidenza con l'avvio in territorio negativo di Wall Street.
A spingere le quotazioni della valuta europea che dopo ha ripiegato attorno a 1,0980 dollari (1,0872 chiusura di ieri a New York) è la fase di debolezza del biglietto verde: dall'inizio dell'anno, l'euro ha guadagnato sul dollaro il 4,5% totalizzando negli ultimi 12 mesi un incremento del 23%.
Nonostante la rapida conclusione della guerra in Iraq, la divisa americana sconta le preoccupazioni sulla effettiva capacità di ripresa dell'economia a stelle e strisce, complici le notizie poco incoraggianti provenienti dall'ultima tornata di dati trimestrali di Corporate America. A incidere negativamente sono soprattutto il taglio delle previsioni di crescita di alcune aziende statunitensi, in aggiunta agli annunci delle scorse settimane di consistenti tagli di posti di lavoro che fanno calare nuove ombre sulla tenuta dei consumi.
Tanto basta a raffreddare l'interesse per il mercato americano (mentre il Paese necessita di capitali per fronteggiare il pesante deficit di bilancio) con gli investitori che in una alternanza di momenti di fiducia e di pessimismo, non sembrano trovare lo spunto per scommettere con decisione sull'azionario Usa. Secondo gli addetti ai lavori, fra le tre maggiori valute l'euro resta al momento la più appetibile in termini di rendimento anche per l'attuale differenziale dei tassi di riferimento. Gli esperti pertanto non escludono che già nelle prossime due settimane la divisa europea possa rafforzarsi ulteriormente fino a quota 1,15 dollari.
Intanto il Tesoro si appresta a tornare sul mercato del dollaro con un'obbligazione a cinque anni che dovrebbe essere lanciata oggi.
L'investitore dovrà pensare dunque non solo al rendimento, ma anche al rischio di cambio tra la sua valuta ed il dollaro. L'operazione, in formato «eurobond», si rivolge soprattutto agli operatori asiatici.
L'ammontare definitivo verrà stabilito solo dopo aver valutato le richieste che arriveranno alle banche che si stanno occupando del collocamento.

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