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Indennità di maternità, che fare

Le norme per l'astensione fuori dal rapporto di lavoro


Astensione obbligatoria
In caso di astensione obbligatoria per maternità (2 mesi prima la data presunta del parto e 3 mesi dopo la nascita del bambino) avvenuta in assenza del rapporto di lavoro, la lavoratrice può richiedere l'accredito figurativo del periodo a condizione che abbia cinque anni di contribuzione versata per effettiva attività lavorativa. La nuova legge ha esteso la copertura previdenziale anche per quelle astensioni che si sono verificate precedentemente il 1° gennaio 1994, limite temporale posto dalla vecchia norma che prevedeva l'accredito figurativo soltanto per gli eventi successivi a quella data, richiesti dall'interessata aveva accreditati 5 anni di contribuzione per attività lavorativa.
La durata degli accrediti, relativi ai periodi di astensione obbligatoria al di fuori del rapporto di lavoro, verrà stabilita con riferimento al settore di attività nel quale risulta accreditato il primo contributo obbligatorio successivo al periodo da riconoscere.
La durata del periodo da accreditare varia in relazione alla collocazione temporale dell'assenza per maternità per via delle diverse discipline che si sono succedute negli anni.
L'astensione obbligatoria dal lavoro era così stabilita:
1. per le lavoratrici dell'industria, tre mesi precedenti la data del parto e otto settimane successive al parto;
2. per le lavoratrici agricole, otto settimane precedenti la data del parto e otto settimane successive al parto;
3. per le altre lavoratrici subordinate, con esclusione delle lavoratrici a domicilio e di quelle addette ai servizi domestici e familiari, sei settimane precedenti la data del parto e otto settimane successive al parto.
Astensione facoltativa
In caso di astensione facoltativa fruita al di fuori di un rapporto di lavoro è possibile fare domanda di riscatto senza limiti di tempo, a condizione che la lavoratrice abbia accreditati almeno cinque anni di contributi effettivi riferiti ad un'attività lavorativa.
La norma precedente dava la facoltà di richiedere il riscatto solo nel caso in cui l'astensione al di fuori del rapporto di lavoro era riferita a periodi successivi al 1° gennaio 1994. Il riscatto si ottiene a domanda dell'interessato per un periodo non superiore a sei mesi per ogni maternità e nel limite massimo di cinque anni.
Tutti i periodi di contribuzione figurativa e di riscatto corrispondenti rispettivamente ad astensione obbligatoria e astensione facoltativa in assenza di un rapporto di lavoro sono da considerare utili ai fini del diritto e della misura della pensione.
E' da ricordare che:
l'accredito figurativo dei periodi di astensione obbligatoria per maternità e il riscatto dei periodi corrispondenti all'astensione facoltativa, intervenuti al di fuori del rapporto di lavoro, possono essere richiesti anche dai superstiti, a condizione che l'interessata avesse i requisiti richiesti dalla legge.

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