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I PREZZI delle case sono quasi in vetta.

Gli operatori stimano ancora un anno in crescita, sia pure moderata.
In città come Roma, Milano, Firenze, Venezia i prezzi delle abitazioni sono saliti quasi del 40% in quattro anni, a partire dal 1998, anno che segna l'avvio di una spinta ininterrotta verso l'alto. Con il denaro che costa poco, le forti perdite in borsa e i rendimenti modesti delle obbligazioni, il mattone è diventato il bene rifugio per eccellenza per famiglie e investitori: nel 2002 ha garantito, secondo Nomisma, un rendimento medio pari al 15,5%, superando ancora di due punti percentuali il buon risultato dell'anno precedente. Valori che non temono confronti con azioni o obbligazioni.
Il 2003 potrebbe essere però un anno di aggiustamento, con un mercato immobiliare che non ha più la spinta forte degli ultimi anni. A parlare di prezzi in frenata o comunque stabili è la Gabetti ma anche il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, e la Federazione italiana degli agenti immobiliari (FIAIP).
A stabilizzare i prezzi, secondo l'ufficio studi di Gabetti, sarebbe non tanto un calo della domanda, che si mantiene sostenuta, quanto un ridimensionamento dell'offerta che costringerebbe i potenziali acquirenti a rimanere alla finestra.
Lo scorso anno è stato invece un anno di aumenti consistenti, in media del 10% per le 13 maggiori città, secondo l'istituto di ricerca Nomisma, e del 6% per le tredici città intermedie. In crescita è anche la domanda di acquisto dei box per auto, a fronte di un'offerta pressochè stazionaria. Non cresce il volume degli scambi, ma aumentano i prezzi: +7,8% in media nel 2002.

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